IL RETROSCENA: SABATO SERA LE PRIME AVVISAGLIE, DOMENICA PRIMA DI CENA MARROCCU HA CHIAMATO INZAGHI COMUNICANDOGLI L’ESONERO

Il racconto delle ultime ore che hanno portato il presidente a prendere una decisione che era nell’aria già dal dopo Cittadella

Brescia. Nonostante sia totalmente impossibile parlare con il Brescia calcio (nessuna risposta dall’ufficio stampa, idem dal direttore sportivo Marroccu), in una sorta di richiesta di collaborazione unilaterale e soprattutto solo quando le cose vanno per il verso giusto, siamo riusciti a ricostruire le ultime ore che hanno portato all’esonero di Inzaghi.

Vigilia di tensione. Venerdì dopo pranzo il presidente Massimo Cellino si è presentato al Centro Sportivo di Torbole Casaglia. Contrariamente ad altre volte, non ha assistito alla rifinitura del mattino, arrivando poco prima della partenza della squadra attesa all’aeroporto di Montichiari dove un charter ha portato Bisoli e compagni a Lamezia Terme e da dove la comitiva ha poi raggiunto Cosenza. Mentre i giocatori e Inzaghi attendevano di salire sul pullman in partenza per l’aeroscalo monteclarense, Cellino si è intrattenuto a parlare con D’Angelo, il vice di Inzaghi. Il volto del presidente era piuttosto tirato, quasi presagisse che qualcosa a Cosenza non sarebbe andato per il verso giusto. Non era il solito Cellino disposto a ridere e scherzare con Inzaghi.

L’arrabbiatura. L’uomo di Cagliari ha visto in televisione il match del ”San Vito-Marulla” e chi era al suo fianco lo descrive come a tratti irritato e in altri momenti addirittura furibondo. Marroccu finita la partita aveva già parlato con il suo datore di lavoro, che gli aveva manifestato tutta l’arrabbiatura per una mancanza di gioco, per la decisione di Inzaghi di partire con una sola punta e per l’impiego di Palacio, giocatore che Cellino aveva già contestato a Inzaghi dopo il pari interno con il Cittadella del 19 dicembre quando l’esonero di Inzaghi rientrò solo grazie alla mediazione di Marroccu. Ma quando Cellino ha un tarlo che gli rode in testa, la decisione è solo rimandata. E così dopo i due pareggi con Ternana e Cosenza, frutto di prestazioni opache da parte delle rondinelle, ecco l’esonero. Già sabato sera all’arrivo all’aeroporto di Montichiari, Marroccu ha preso in disparte Inzaghi mentre la comitiva stava aspettando il pullman che l’avrebbe riportata a Torbole Casaglia dove erano parcheggiate le auto. E nel breve colloquio prima di salire sul pullman, il direttore sportivo aveva messo l’allenatore al corrente del forte malcontento presidenziale che avrebbe potuto anche sfociare in un esonero. I due si erano dati appuntamento al giorno dopo. Inzaghi ha passato una notte insonne, in attesa di una comunicazione. Domenica dopo pranzo Cellino ha parlato a lungo con Marroccu, ribadendo la volontà di cambiare guida tecnica. E’ toccato quindi al direttore sportivo comunicare, appena prima di cena, all’allenatore che avrebbe dovuto lasciare il progetto abbracciato quest’estate. Inzaghi è rimasto allibito, anche se ad amici ha poi confidato che da qualche settimana sentiva il fiato sul collo di un presidente che gli contestava modulo di gioco e impiego di calciatori. Inzaghi aveva provato a mediare durante la sosta, accettando (anche su nuova mediazione di Marroccu) il passaggio dal 4-3-3 al 4-3-1-2, il modulo che da sempre Cellino predilige, ma proprio a Cosenza ecco il ritorno all’antico. E Cellino quando ha visto la formazione, che per altro sapeva già dal giorno prima, ha iniziato ad andare su tutte le furie. Lo 0-0 del San Vito-Marulla ha fatto il resto.

Lopez. Nel frattempo Cellino aveva già messo in pre-allarme Diego Lopez, che dopo l’esonero dell’anno scorso aveva avuto un battibecco con il presidente: ”Sono stufo di pagare sempre io per tutti”. Ma l’uruguagio, con il quale il Brescia aveva cercato di rescindere il contratto senza riuscirsi, ha risposto ancora una volta ”signorsì” e se non ci saranno ripensamenti dell’ultima ora da parte di Cellino è pronto a sedersi per la terza volta in due anni sulla panchina biancoazzurra. I suoi due precedenti non inducono all’ottimismo: Lopez non ha mai dato un gioco, non ha ottenuto risultati accettabili e tantomeno è riuscito a creare empatia con l’ambiente (giocatori, tifosi e stampa), facendosi notare per un carattere supponente, altezzoso, quasi mai disposto al confronto. Se non con il suo presidente.

Diego Lopez pronto a tornare sulla panchina del Brescia

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