ROSSO RELATIVO

Brescia in 10 dopo 5 minuti (espulso Adorni), ma dopo la mezzora viene ristabilita la parità numerica con il rosso all’ex Ndoj. Cosenza più volte vicino al gol con l’uomo in più, nella ripresa occasioni per le rondinelle, ma finisce 0-0. In classifica non cambia nulla: pareggiano anche le altre

Cosenza. Provando a metterla sullo scherzoso, smontando i teoremi dei mugugni che è normale arrivino se non riesci a battere la quartultima in classifica, diciamo che potremmo essere di fronte all’inizio di un cambio d’inerzia ovvero vorrà dire che da adesso il Brescia comincerà a vincere in casa. 

I record restano negli almanacchi: niente sesta vittoria consecutiva in trasferta (mai la Leonessa c’è riuscita in 111 anni di vita), niente nona vittoria in undici gare lontano dal Rigamonti. A Cosenza c’è il primo 0-0 del campionato per le rondinelle, secondo pareggio consecutivo, quinto risultato utile di fila. E se da un lato la mancata vittoria impedisce di agguantare il Lecce al primo posto, vedendo il pareggio dei salentini a Como, quello del Pisa ad Alessandria (subito in gol Torregrossa, su rigore) e del Benevento in casa con il Parma, vuol dire che è dura anche per le altre e che, come sempre accade nel girone di ritorno, anche quelle della classifica di destra iniziano a far punti portandoli via a quelle che ambiscono alla promozione. 

Duello tra Lèris e Situm

Partenza da incubo. Al San Vito Marulla, in una giornata da primavera fuori stagione (16 gradi al fischio d’inizio e giocatori che approfittano dei break per andare a dissetarsi), in un clima di contestazione verso il presidente Guarascio (praticamente deserta la curva rossoblù), il Cosenza comincia mettendoci tutto l’orgoglio e l’aggressività di chi vuole cambiare il senso di una stagione. I nuovi Kongolo e Laura s’integrano alla perfezione con quelli rimasti ed è l’attaccante francese, Laura appunto, ad essere subito un fattore: dopo soli 4’ scappa ad Adorni che lo deve stendere da dietro finendo più prima che subito il suo debutto tanto atteso con la maglia biancoazzurra. Rosso (nella foto) e Leonessa in 10.

Tramoni ha ricoperto tre ruoli: punta esterna all’inizio poi quarto di centrocampo e nella ripresa seconda punta

Piani scombussolati. Inzaghi aveva preparato una partita con il Brescia vecchia maniera: Tramoni e Lèris larghi con Ayè centravanti. Voleva giocarsela sull’ampiezza e sugli uno contro uno sulle fasce, sfruttando anche le spinte di Sabelli e Pajac per vincere duelli nei quali la qualità biancoazzurra avrebbe fatto la differenza. Ritrovarsi in 10 in un amen costringe però il tecnico al piano d’emergenza. Che significa 4-4-1 con Bertagnoli sacrificato per far entrare Mangraviti e soprattutto Lèris e Tramoni arretrati a centrocampo. Il Cosenza ha tre eccellenti palle gol: Liotti, Laura e Ndoj non le sfruttano. Dopo le prime due c’è anche quella per il Brescia, ma su un retropassaggio sbagliato di testa da Ndoj il buon Ayè non trova di meglio che scaricare addosso a Matosevic. Ndoj ha sete di rivincita e vorrebbe spaccare il mondo: già ammonito, entra su Sabelli e prende la palla. Certo la gamba è un po’ alta, ma si pensa che Aureliano (sostituto all’ultimo di Volpi) limiti la fischiata a un calcio di punizione. Nossignori: rosso e 10 contro 10. Il Cosenza perde la sua baldanza, Occhiuzzi lo mette 4-3-2 ordinando di stare dietro la linea della porta. Il Brescia si fa vedere con Léris. Fuori l’evanescente Ayè, Inzaghi chiede a Moreo peso specifico là davanti, mettendogli Tramoni a supporto e puntando su Lèris mezzala in un centrocampo a 3. 

L’espulsione di Ndoj

Spuntati. A inizio ripresa Vaisanen rischia l’autogol deviando sulla traversa un diagonale di Van de Looi, Mangraviti lascia lì il pallone e lancia il contropiede di Laura che però arriva debole al tiro. Il Brescia fa la partita, Occhiuzzi si rintana in un 5-3-1. Inzaghi mette anche Palacio che va vicino al gol, ma è pronto Matosevic a rovinargli il 40esimo compleanno. Il Cosenza è sempre più basso eppure si fa insidioso con un contropiede da destra a sinistra che Di Pardo spreca con un insulso destro a giro. Inzaghi inserisce anche Proia (non benissimo con un giallo che lo vedrà subito squalificato) e Jagiello. Matosevic è bravo anche su Pajac. Il Brescia finisce all’attacco, lasciando l’impressione che se ci fossero stati ancora dieci minuti avrebbe vinto. Ma è appunto solo un’impressione. La realtà è 0-0. Così è, se vi pare. 

Volti non proprio soddisfatti per le rondinelle a fine gara

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