BRESCIA, GIRONE D’ANDATA DA RECORD: MAI COSÌ BENE DAL 1932-33

La vittoria con la Reggina segna un nuovo primato per le rondinelle

Brescia. Nel 1932 il Brescia si chiamava Foot Ball Club Brescia. Giocava allo Stadium di viale Venezia. Aveva tra le sue fila giocatori come Giuseppe Peruchetti, detentore per ottant’anni del record come maggior numero di minuti a rete inviolata (750’, scalzato da Michele Arcari solamente nel 2012), ed Evaristo Frisoni, mediano che riuscirà a giocare per il Brescia, ad allenarlo e a diventarne dirigente. A questo punto vi starete chiedendo: a che pro tutto questo preambolo? Ve lo spieghiamo subito: per trovare un girone d’andata migliore di quello dei ragazzi di Pippo Inzaghi (37 punti), bisogna tornare indietro proprio di 90 anni, al 1932. 

Prima della guerra.  Siamo in piena era fascista. Lo Stadium, casa delle Rondinelle fino al 1959, era stato ultimato da qualche anno. Il Brescia “del record” ha in panchina un ungherese, uno dei padri spirituali del catenaccio, ovvero György Hlavay, e sotto la sua guida in quel campionato vennero totalizzati cinquanta punti in trentaquattro giornate (al cambio attuale, 73), di cui la bellezza di 39 (convertiti nei 3 punti per vittoria, dato che allora erano solo 2) nel girone d’andata. 

Per gli amanti delle statistiche segnaliamo che il Brescia quell’anno venne promosso in serie A insieme al Livorno, totalizzando tre strisce record di otto risultati utili consecutivi (per due volte) e nove vittorie. Tutto un altro calcio. 

In tempi più recenti. Dopo questo ritrovamento di “archeologia calcistica “, veniamo a stagioni che forse più tifosi sapranno maneggiare: una di queste è l’annata ‘64/65, con Renato Gei in panchina. Il Brescia vinse quel campionato, tornando in serie A dopo un’attesa lunga diciott’anni, e il girone d’andata fu comunque significativo, anche se non da record: 35 punti (sempre con il cambio attuale) in diciannove partite. 

Altra stagione di piacevoli ricordi, per chi ha la fortuna di averli, è il ‘68/69, annata di un’altra promozione in serie A: Egidio Salvi quell’anno venne ceduto e venne ripreso Gigi de Paoli, che tornò a giocare con la maglia del Brescia dopo due stagioni alla Juventus. I punti in quel girone d’andata furono trentaquattro. 

Un diesel. Le Rondinelle nella loro storia quasi mai hanno dominato un campionato dall’inizio alla fine, su modello dell’Empoli dell’anno scorso o dello stesso Benevento di Inzaghi. Le promozioni sono state molto spesso il frutto di gironi di ritorno da record, piuttosto che di buone partenze: il Brescia del “doppio salto”1985/1986 girò infatti a 32, quello di Ganz ‘91/’92 a 30, il Brescia di Nedo Sonetti anch’esso a trentadue. In anni più recenti poi Boscaglia e Cosmi, pur non essendo stati promossi in serie A, hanno girato l’andata rispettivamente a 35 e 40, ma con due partite in più a disposizione. Così allora non vale. 

Per completezza infine d’informazione, Corini/Suazo nel 2018 totalizzarono trentadue punti in diciotto gare, e Cavasin/Iachini trentuno. 

Aspettative da confermare. Il Brescia ha perso il titolo di campione d’inverno appannaggio del Pisa. Tralasciando i rimpianti per lo scontro diretto non giocato, è chiaro che quest’anno i biancazzurri faranno un campionato quasi “unico” nella loro storia ultracentenaria. Starà quindi a mister Inzaghi e ai suoi ragazzi dover gestire questo peso. 

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