SULLO STRETTO PER ALLARGARE GLI ORIZZONTI

Dopo quasi un mese il Brescia, in piena rivoluzione di mercato, torna in campo: domani a Reggio Calabria contro una squadra a lungo bloccata dal Covid

Dall’inviato


Reggio Calabria. Ventisette giorni. Come una sosta da campionati del rigido Nord Europa. Un mese senza calcio giocato. Senza Brescia. Un mese di lockdown pallonaro forzato. Non c’erano grandi alternative. O forse sì. Il 26 e il 29 dicembre ci si poteva portare avanti e far giocare quelle partite tra squadre che non erano ancora state colpite in modo devastante dal Covid. Reggina-Brescia poteva essere una di queste. Probabilmente anche Brescia-Ternana. Più si giocava, meno ci sarebbe stato da recuperare. E un po’ alla volta si sarebbero disputate le partite rimaste indietro. Tanto poi se c’è da rinviare di nuovo (vedi Lecce-Vicenza, Cittadella-Cosenza e Parma-Crotone) non si può nulla contro l’ineluttabile. 

Il charter con cui il Brescia è volato a Reggio Calabria

Campionato falsato? Giocare fin che era possibile voleva dire farlo in condizioni tutto sommato dignitose. Adesso è così? No, non ci sembra proprio. Il Monza, tra le più falcidiate (o falciate come dice quel tale…) dal virus,  si è presentato a Benevento in condizioni fisiche altro che precarie. E il campo non ha fatto sconti: errori banali, giocatori fuori posizione, atleticamente non presentabili. Risultato: 3-1 per i campani e brianzoli con due rossi sul groppone. Domani una parte di questo potrebbe capitare alla Reggina, altra squadra rimasta bloccata a lungo dall’Ats per un focolaio che si è risolto solo negli ultimi giorni. Ancora non si sa quanti e quali giocatori avrà a disposizione Toscano. 

Mors tua… Non è un discorso simpatico e men che meno sportivo quello che stiamo per affrontare, ma non ci va nemmeno di essere ipocriti o a tutti i costi politicamente corretti. Il Brescia deve approfittare di questo stato, di semi incoscienza, di una Reggina che si è appena alzata dal letto dopo una lunga degenza. Nello sport agonistico non esiste pietà. Anzi, guai ad entrare in campo domani al Granillo (ore 14 il fischio d’inizio di Santoro) con sufficienza o con quel fare misericordioso che inconsciamente si può tendere ad avere in certi momenti. E poi il Brescia non deve vergognarsi proprio di niente. Tutt’altro. In tema Covid è stata la squadra più virtuosa: una sola positività, quella di Jagiello, per altro prima dell’ultimo turno giocato. Significa che dopo il Cittadella e durante la sosta, il club ha instillato nei giocatori un vademecum al quale tutti si sono adattati e se diverse volte abbiamo criticato Cellino per certe sue fisime, ossessioni, comportamenti incomprensibili, stavolta il suo voler incidere (perchè tutto è partito anche in questo caso da lui, of course) nel controllo preventivo sui suoi giocatori, ha fatto la differenza. Li ha marcati, o fatti marcare, a uomo come un Claudio Gentile o un Vierchowod dei tempi d’oro e il Covid non ha toccato palla. 

Rivoluzione al mercato. C’è poi il romanzo di mercato e qui si aprono invece altri ragionamenti. Perchè Cellino vuole rivoluzionare una squadra seconda in classifica, dalla quale ha già smontato due pezzi su quattro della difesa titolare? La rescissione di Mateju (il cui futuro potrebbe essere allo Schalke 04) sorprende per i modi e i tempi: chi scrive non è mai stato impressionato positivamente dalle prestazioni del ceco. Ma i dati a volte hanno smentito le nostre valutazioni e soprattutto, che è quel che più conta, per Inzaghi il buon Ales era una coperta di Linus utile ad avere equilibrio in una difesa dove a sinistra si spingeva tanto con Pajac. E poi stiamo comunque pur sempre parlando di un Nazionale, che a marzo giocherà i play off per i Mondiali. Sicuri che non lo si potesse buttare in uno scambio per arrivare a giocatori comunque funzionali? Ci sono poi i discorsi di quelli in scadenza di contratto, che Cellino non vuole tenere: su tutti Chancellor. Che non è van Dijk, Cannavaro, Baresi o Beckenbauer, ma in questo girone d’andata ha fatto meglio di Mangraviti. Papetti, per ora, nemmeno lo prendiamo in considerazione: se Inzaghi in 18 partite l’ha impiegato solo 20’ significa che non lo vede pronto e non c’è niente di peggio che imporre un giocatore a un allenatore. Sul fatto della scadenza di contratto, inoltre, se quella fosse la pregiudiziale, perchè tenere Joronen o riprendere Sabelli, che a giugno non saranno più del Brescia? 

Il Brescia all’aeroporto di Reggio Calabria

I ragionamenti del “pres”. Siccome non vogliamo pensare a un nuovo atto di autolesionismo di Cellino (in passato ne abbiamo annusati…), dietro a tutto questo (compreso il voler dare l’addio a Bajic, Cavion, forse anche a Van de Looi) potrebbe esserci un ragionamento ben preciso dell’uomo al comando ovvero che questa squadra ha ottenuto anche più di quello che avrebbe meritato. Quindi: un bravo a Inzaghi, generale anche fortunato come sarebbe piaciuto a Napoleone, ma non neghiamo di non aver visto come sono stati ottenuti i punti a Frosinone e Vicenza, in casa con il Pordenone o con un Cosenza presentatosi al Rigamonti alla seconda giornata come più nessuno ha poi avuto la fortuna di affrontare. 

In frenata. In fin dei conti nelle ultime cinque partite prima della maxi sosta il Brescia stava viaggiando a una media appena superiore al punto a partita. Captata l’aria, Cellino ha deciso di prendersi il rischio della rivoluzione. Un rischio evidentemente molto calcolato nella sua testa. Preso nota della voglia presidenziale di cambiare, Marroccu ci sta mettendo del suo cercando di italianizzare una rosa che ha ancora 16 stranieri su 28 (57%). Un progetto che vi illustrammo in anteprima su queste colonne già ai primi di gennaio. 

Il match. Affrontare la Reggina domani equivale ad entrare in una black room. Chissà cosa ci sarà dentro. Più che il fascino del proibito è il pericolo dell’incognita. Ma il Brescia sta meglio e parte con il musetto davanti. Che in una corsa ha sempre il suo perchè.

Con Bresciaingol.com Dirette video sulla nostra pagina Facebook (e su quella Cristiano Tognoli) dalle 13 dall’esterno del “Granillo” dove commenteremo con voi anche nell’intervallo e a fine gara. Su queste colonne cronaca testuale, commento, pagelle, interviste e foto del match. 

Probabili formazioni.

Reggina (4-2-3-1): Micai; Adjapong, Loiacono, Stavropoulos, Di Chiara; Bianchi, Crisetig; Bellomo, Cortinovis, Rivas; Galabinov.

Brescia (4-3-2-1): Joronen; Karacic, Cistana, Mangraviti, Pajac; Bisoli, Van de Looi (Andreoli), Bertagnoli; Léris, Tramoni (Ayè); Moreo.

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