”Avevo deciso da tempo, devo tutto al Brescia e tiferò perchè vada in serie A”
Brescia. Dopo cento presenze in maglia biancazzurra, Aleš Mateju ha scelto di lasciare Brescia, e nell’intervista di oggi al quotidiano Bresciaoggi ha raccontato emozioni e sensazioni del suo addio.
Sul mancato rinnovo di contratto. «Sentivo il bisogno di cambiare aria. Sono arrivato a Brescia che ero un ragazzo e ora sono un uomo. Mi guarderò intorno, senza fretta: non ho procuratore, mi rappresento da solo. Ho offerte anche dalla serie A, vediamo».
Sull’incidente del 19 novembre 2018. «Ho fatto una cavolata (lui e Spalek andarono a schiantarsi con la macchina dopo una serata in discoteca, ndr). Anzi una grossa cavolata. Poi però ho lavorato per farmi perdonare, per dimostrare che non ero quella cosa lì».
Su Brescia. «Città splendida. Bella la città, il lago di Garda, poi c’è tutto vicino, aeroporto compreso. Tornerò sicuramente».
Su Inzaghi. «Bravo come allenatore, bravo come persona; mi sono trovato benissimo con lui. Sono sicuro che guiderà il Brescia verso la serie A: me lo auguro, perché resto tifoso biancazzurro».
Sul compagno più forte negli anni di Brescia. «Devo fare più di un nome: Palacio è inarrivabile come esperienza, ha tanto da insegnare. Mi ha trasmesso tanto anche Gastaldello. Balotelli ha grandi qualità, peccato che la sua annata non sia stata facile, così come la nostra: siamo retrocessi in B e potevamo salvarci. Tra i migliori dico anche Tonali, il futuro dell’Italia è suo».
Sulla Nazionale. «Penso sia un orgoglio anche per il Brescia vedere che un suo difensore è cresciuto a tal punto da arrivare a vestire la maglia della sua Nazionale come nel mio caso con la Repubblica Ceca. Vestirla per me è stato come realizzare un sogno».


























