L’ALFABETO BIANCOAZZURRO DEL 2021

Dodici mesi dal bomber che non ti aspetti a una posizione di classifica da mantenere

Brescia. Si dice che i numeri non siano sufficienti a raccontare l’annata di una squadra. Perché non provarci allora con le lettere? Riusciranno ad essere più esaustive? Lasciamo a voi lettori il giudizio. 

A come Ayé. Il bomber inaspettato. Finalmente protagonista, tanto da superare mostri sacri della storia biancazzurra come Baggio e Caracciolo come numero di partite consecutive in gol. Infortunio a parte, un 2021 da ricordare per l’attaccante francese dopo un lungo e necessario adattamento. 

B come… (serie) B. Il campionato che purtroppo ospita il Brescia per il sessantatreesimo anno e che tutti i tifosi sperano di abbandonare a maggio 2022, magari per un po’ di tempo. 

C come Clotet. La scoperta dell’anno, l’artefice della cavalcata che ha portato le rondinelle dalla zona playout alla zona playoff. Trentaquattro punti in diciassette giornate per scrivere un finale diverso a un campionato partito male, proseguito peggio e concluso invece in maniera ottima. 

D come difesa. Reparto sempre nell’occhio del ciclone. Il Brescia segna tanto, ma concede parecchio agli avversari: a Inzaghi l’arduo compito di equilibrare la squadra senza snaturarla, partendo dalle certezze chiamate Cistana e Pajac. 

E come esterni. Se il gioco di Clotet non riservava particolari attenzioni agli esterni, preferendo lo sfondamento al centro, Inzaghi invece affida le chiavi del suo gioco alle fasce: Pajac, protagonista di cinque assist in campionato, Tramoni, felice intuizione estiva e Leris, a tratti straripante, ne hanno beneficiato. 

F come Friðjónsson. Se Aye è riuscito a scalzare Baggio e Caracciolo, il centravanti islandese è riuscito in soli 5 mesi a scalzare (sigh…) mostri sacri come Nygaard, Russel, Delorte e Mourad. Il debutto in quel di Pisa con gomitata al primo contrasto lasciava intuire le “potenzialità” del ragazzo, che puntualmente si son confermate tutte. A Brescia li chiamano “grand e stchao“, in Germania dove si è trasferito non lo sappiamo però il gol non è ancora arrivato. A parte le battute, buona fortuna. 

G come giovani. L’Italia non è un paese per giovani, lo sappiamo, e il calcio non fa purtroppo eccezione. Li si invoca, ma non gli si perdona nulla. Il Brescia in tal senso si accoda: Papetti è sparito dai radar di Inzaghi, Capoferri idem e pare che si voglia puntare solamente su Andreoli. Riuscirà il Brescia, nel suo piccolo, a diventare un giorno un “modello“?

H come Huard. Tesserato dopo il gong di fine mercato da appena svincolato, testimonianza di quanto il Brescia puntasse sul ragazzo, non ha ancora però assaggiato il campo in una partita ufficiale. Il procuratore in un’intervista si è però mostrato fiducioso di quanto il Brescia sta facendo con il ragazzo, permettendogli di ambientarsi con tutta calma. I tifosi e gli addetti ai lavori sono curiosi di vederlo all’opera.

I come Infortuni. E qui va un plauso a tutto il team di medici e preparatori. Il Brescia infatti, a differenza di molte altre squadre, è riuscito a godere di un anno decisamente tranquillo sotto questo punto di vista. Anche l’emergenza Covid ha privato le Rondinelle solamente di un giocatore in tutto il 2021. Speriamo che il destino sia clemente anche per l’anno prossimo. 

L come Lunga distanza. Una delle specialità di casa Brescia, soprattutto sotto la gestione Clotet: che siano tiri “in buca d’angolo“ alla Van de Looi o Bisoli o di pura potenza alla Ndoj-Jagiello, i tiri dalla lunga distanza hanno sempre esaltato il popolo biancoblu e i suoi centrocampisti. 

M come Marroccu. Il grande pacificatore, l’uomo chiamato da Cellino per “sentirsi di nuovo completo“, al quale affidare la gestione delle situazioni più spinose, come la recente presunta crisi (comunque sia poi rientrata) con Inzaghi. 

N come Nuovi Acquisti. Si prospetta una sessione di mercato “infuocata“ in casa Brescia. La possibile cessione di quattro titolari, di cui una già ultimata (la rescissione di Mateju) e altre quattro possibili (Spalek, Chancellor, Van de Looi e Bajic) induce a pensare ad una nuova rivoluzione, che potrebbe seguire quella già operata nell’agosto scorso. 

O come Omicron. La nuova variante del Coronavirus minaccia il regolare svolgimento del campionato di B: oltre infatti al rinvio delle giornate del 26 e del 29 dicembre, si prospetta per il Brescia un ulteriore procrastinarsi anche della prossima partita a Reggio Calabria (20 positivi nella Reggina). In calendari così compressi, anche i recuperi possono diventare un fattore. 

P come Presidente. Odiato o amato, Massimo Cellino è personaggio divisivo come pochi: chi lo ama gli riconosce le indubbie capacità imprenditoriali, chi non lo apprezza gli contesta scelte in alcuni casi davvero cervellotiche. Geniale, intuitivo nelle scelte, talvolta ci ha azzeccato (vedi Tramoni, Bertagnoli o Clotet) e talvolta no (vedi il mancato rinnovo di Bjarnason dopo sei mesi strepitosi). La crescita “infrastrutturale“ è comunque evidente, ora manca l’ultimo salto dal punto di vista sportivo: sarà l’anno buono? 

Q come Quattro. Ovvero le quattro partite consecutive, tra il 2 e il 16 marzo, in cui Joronen è riuscito a mantenere la rete inviolata. Un’imbattibilità così lunga mancava dalla stagione 2011/2012, anno del record di Michele Arcari. 

R come rinnovi. Abbiamo già accennato alla questione possibili nuovi acquisti: tutto ciò è legato ai possibili rinnovi di contratto. Mateju, in scadenza, ha già salutato le rondinelle, e così probabilmente dovranno fare anche Spalek, Chancellor e Ndoj. Giocatori più o meno importanti che dovranno giocoforza essere sostituiti. 

S come Spalek. C’è chi ne apprezza la generosità e l’adattabilità. C’è chi invece gli contesta la poca precisione con la palla tra i piedi. La verità, come al solito, sta nel mezzo, ma poco importa ormai: Crotone infatti aspetta uno dei reduci dell’ultima promozione con Corini. A referto nel 2021 restano il gol alla Cremonese (perchè alla fine la Lega l’ha dato a lui: giustamente), decisivo per sbloccare una gara complicatissima, e la sua gioia incontenibile. Buona fortuna, il soldatino la merita. 

T come Tramoni. Come potevamo non dedicare la T alla nuova rivelazione di casa Brescia? Giocatore imprevedibile, frizzante, ammirevole per spirito di sacrificio; una delle chiavi dell’attuale secondo posto in classifica è proprio lui. 

U come Unità. Non da intendersi come il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, ma come unità di intenti tra società, allenatore, giocatori, tifosi e rapporti con la stampa che (si spera) sono diventati più distesi, anche qui dopo il ritorno di Marroccu. Solo così si possono raggiungere gli obiettivi desiderati. 

V come Van de Looi. Non poteva mancare il metronomo olandese nell’alfabeto dell’anno 2021. Tanto si è detto e tanto si è scritto su di lui: il giocatore ha estimatori e feroci critici, ma così è il calcio. Nessuno discute le qualità del ragazzo, gli si chiede (se rimarrà) solo più coraggio nelle scelte. 

Z come Zona promozione diretta. Il Brescia è secondo in classifica, ma dietro la bagarre è iniziata. La speranza di tutti i tifosi è quindi riuscire a mantenere questa posizione, sperando magari anche in un calo del Pisa. 

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