BRESCIA: IN DUE ANNI DICIASSETTE CASI DI COVID

La recente positività di un membro del gruppo squadra ha reso di nuovo d’attualità l’argomento del virus in casa biancazzurra

Brescia. Brescia, sin dall’inverno del 2020, è stata una delle città più martoriate dal Coronavirus e le squadre del territorio non sono state chiaramente esenti dal pericolo contagio, non solo nel mondo del calcio. È notizia di qualche giorno fa, tanto per fare un esempio, il rinvio della sfida di pallanuoto tra An Brescia e Pro Recco causa positività di un membro della rosa bresciana. Concentrandoci però sulle rondinelle, proviamo a rivivere i mesi della pandemia, con la speranza che tutto questo diventi un giorno solo un brutto ricordo. 

Marzo 2020. Il mese che ha cambiato per sempre le nostre vite, con tutta l’Italia in lockdown e di conseguenza il campionato di calcio sospeso, al fine di contrastare la diffusione del virus. Il Brescia calcio registra le prime due positività il 18 marzo, ma non tra i calciatori, bensì tra i dipendenti della sede di via Ferramola, che viene chiusa al fine di garantirne la bonifica. Dopo due mesi caratterizzati da tanti dubbi sul protocollo sanitario che avrebbe dovuto garantire la prosecuzione in sicurezza del campionato, a giugno si riparte e il Brescia conclude mestamente la sua annata di serie A, per fortuna senza casi di positività accertati. 

Liberi tutti. Con l’estate si apre una nuova fase: saltano infatti tutti i rigidi protocolli che avevano garantito la conclusione del campionato, i giocatori si recano in vacanza e le località balneari diventano gli epicentri di quella che diventerà la seconda ondata: il 20 agosto a tal proposito viene registrata la positività di un calciatore di ritorno dalla Sardegna, con il conseguente isolamento di altri tre ragazzi che erano stati con lui in vacanza, tra cui Tonali, che si scoprirà in seguito aver contratto il virus. Il calciatore si rivelerà poi essere Ndoj (nella foto), grazie alla denuncia che pochi giornidopo si prese per violazione della quarantena. Il calciatore venne di conseguenza anche multato dalla società.

Coppa Italia. Le vicende della coppa nazionale riguardanti i biancazzurri meritano un capitolo a parte, in quanto testimonianza di quanto sia talvolta strano il destino: prima infatti dà, poi toglie. Il Brescia, a inizio ottobre, avrebbe dovuto debuttare nella competizione contro il Trapani, ma i siciliani non arrivarono mai in città a causa di una grave crisi societaria che li portò poi alla radiazione dal campionato di serie C; dopo 45 minuti divenne quindi ufficiale il passaggio del turno a tavolino con il punteggio di 3-0. Il mese successivo sarà invece lo stesso Brescia a dover rinunciare alla sfida fuori casa contro l’Empoli, causa un focolaio che imperversava tra i biancoblu. Ma andiamo con ordine.

Seconda ondata. Il mese di ottobre è particolarmente pesante in quanto a positività: si inizia infatti il 15 con l’isolamento per Ernesto Torregrossa e Antonino Ragusa, colpiti dal virus. A fine mese, prima del derby lombardo con la Cremonese, venne scoperto un positivo e, data l’impossibilità di fare tamponi in tempo a tutta la squadra partita per Cremona, la Lega decise di rinviare la partita. Dopo un mese relativamente tranquillo si arriva alla vigilia della partita di Empoli di cui sopra: prima della partenza della squadra per la Toscana venne infatti trovato un positivo, e il successivo giro di tamponi rivelò la presenza di un vero proprio focolaio, composto (secondo indiscrezioni) da otto calciatori e un membro dello staff tecnico. Il Brescia scelse di non partire, dando la priorità alla successiva sfida casalinga contro il Frosinone, partita conclusa con una sconfitta nonostante una prestazione onorevole. 

Nuovo anno, nuova tranquillità. Il nuovo anno decide di lasciar tranquille le Rondinelle, nonostante un Brescia-Pescara con un positivo tra gli abruzzesi: si ricorderà certamente l’entrata in campo dei biancoazzurri dal parterre. La stagione dunque si conclude in serenità e anche quella attuale è partita tranquilla: la positività di questo mercoledì rompe quindi la “bolla” aveva protetto le Rondinelle. 

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