Con una media di un punto ogni 277 chilometri quella di Inzaghi è diventata la squadra delle trasferte. A Reggio Calabria il 26 può arrivare un altro record
Brescia. «E per quanta strada ancora c’è da fare, amerai il finale» canta Cesare Cremonini in uno dei suoi brani più famosi. E chi più del Brescia, in questo campionato, ha percorso tanti chilometri venendo però ripagato da dolcissimi finali? Il rendimento fuori casa è infatti da record: ventidue punti, frutto di sette vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Media di 2,44 punti a partita. Dovessero poi i biancazzurri battere la Reggina il giorno di Santo Stefano, Filippo Inzaghi raggiungerebbe Sandro Calori come numero di vittorie consecutive ottenute fuori casa, ben cinque, record risalente alla stagione 2011/2012: all’epoca le avversarie furono Livorno, Vicenza, Empoli, Cittadella e Gubbio. I due Brescia presentano delle indubbie somiglianze: entrambi infatti sono ben chiusi e cinici a colpire in ripartenza. Sarà di buon auspicio?
Si viaggiare. Alle statistiche aggiungiamo allora i freddi dati: il Brescia, dopo una lunga trasferta in quel di Crotone per la Coppa Italia, è subito partito forte, con ben 523 chilometri a collegare il centro sportivo diTorbole Casaglia con lo stadio Libero Liberati di Terni, a cui ha fatto seguito un pomeriggio fuori porta ad Alessandria, distante “solo “ 190 chilometri. A seguire invece un trittico niente male: Frosinone, Ascoli e Benevento, tre trasferte da rispettivamente 621, 528 e 766 chilometri. I più recenti sono invece viaggi brevi: Vicenza 128, Parma 126 e Ferrara 164 chilometri. Per inciso, l’unica sconfitta in quel di Perugia è giunta dopo un tragitto di ben 434 chilometri, e a Santo Stefano il Brescia è atteso da un viaggio record di ben 1234. Non male.
I protagonisti. Come un grande esercito di conquistatori, i ragazzi guidati dal generale Inzaghi stanno pian piano facendo cadere tutte le fortezze del campionato. Per vincere le resistenze avversarie sono state tante le strategie adottate: prove di forza, come a Parma o a Terni, di resistenza, come a Vicenza, un rapido blitz, come invece a Benevento oppure sfruttando gli errori avversari, come ieri a Ferrara ma anche nella trasferta campana di cui sopra. I generali non sono però nulla senza i loro soldati, e i ragazzi di Inzaghi sono stati abili a ritagliarsi ciascuno il proprio “momento di gloria “: iniziando infatti da Bajic a Terni e arrivando a Tramoni contro la Spal quasi ogni componente della squadra ha avuto la sua menzione d’onore, a testimonianza di un esercito affiatato e pronto a scrivere nuovi record per il club e il campionato.
In casa. Domenica pomeriggio arriverà al Mario Rigamonti il Cittadella, squadra di personalità, mai doma, che sa come si espugna Brescia: i veneti infatti furono ad esempio gli unici, insieme al Benevento a fine campionato, a battere la squadra di Corini in casa nell’anno dell’ultima promozione. Ricorderete poi tutti la partita dell’anno scorso: Rondinelle in vantaggio 3-0 e raggiunte in 45 minuti sul tre pari, anche grazie ad una (per fortuna) non più ripetibile topica arbitrale. Il Brescia ha però bisogno di consolidare la propria fortezza, perché a poco o nulla serve conquistare se si viene regolarmente assediati e sconfitti nelle proprie trincee.


























