CLOTET: “A BRESCIA ABBIAMO FATTO TUTTI UNA GRANDE COSA. CELLINO RESTA UN AMICO, MA HO VOLTATO PAGINA”

”Dal risultato dell’anno scorso le rondinelle hanno costruito anche questa stagione. Sarà fondamentale gestire il pressing per non dare loro spazio in ripartenza”

Ferrara. Pep Clotet si prepara ad affrontare il suo passato più recente. La sua Spal veleggia nelle zone basse della classifica, nonostante i recenti risultati positivi, ma l’allenatore catalano è comunque fiducioso. Pesanti però saranno le assenze di Latte Lath in attacco e di Peda in difesa. Squalificato Vicari. 

Si affrontano due squadre molto simili come andamento: entrambe infatti stanno facendo molto bene fuori casa e meno bene tra le mura amiche. Alla luce di tutto ciò, che partita ci possiamo aspettare?

«Si, le due squadre nelle ultime gare stanno facendo meglio fuori casa. La situazione della mia squadra, dopo la partita di Alessandria, è però buona: abbiamo fatto sei punti in una settimana, e anche contro il Lecce, nonostante la sconfitta, ho visto una Spal coraggiosa, che lotta per fare un risultato positivo. Fuori casa stiamo trovando un buon momento di forma, al contrario di inizio stagione, quando facevamo più punti in casa. Credo però che siano dinamiche tipiche del calcio, che si alternano: la mia squadra può infatti competere sia in casa sia in trasferta. Anche il Brescia ha una potenzialità enorme per fare bene sia in casa che fuori, è stata costruita per andare in serie A, ha mentalità: domani sarà tosta per noi, il Brescia arriva ferito e fuori casa sono davvero forti».

Cellino ha detto che si è legato al dito il tuo “rifiuto “. Come vivi questa vigilia da ex?

«Per me è una partita come tutte le altre. Penso solo ad aiutare la mia squadra a competere per i tre punti. Al passato non sono interessato, è una partita sicuramente molto bella per il ricordo del lavoro che abbiamo fatto a Brescia: presidente, giocatori, tifosi e staff hanno fatto tutti la loro parte per un obiettivo molto difficile, dato che c’era il pericolo retrocessione. La squadra ha poi raggiunto un bell’obiettivo, sulla cui base hanno poicostruito per la stagione attuale. Sono stato solo l’uomo giusto nel momento giusto: ho fatto il mio lavoro, ed è stato positivo. Io e il presidente del Brescia abbiamo sempre lavorato bene: per me Cellino è un amico, un bravissimo presidente, ma ora ho voltato pagina». 

Che partita dobbiamo aspettarci domani? Preparerai magari una Spal più prudente, data l’efficacia del Brescia fuori casa?

«Dovremmo giocare domani in campo neutro, per fare una partita equilibrata (ride, ndr); a parte gli scherzi, il Brescia fuori casa sta facendo benissimo, ha una grande concretezza offensiva e ciò fuori casa diventa un fattore importante. Noi pensiamo a continuare a crescere, mi piacerebbe vedere una Spal come quella di Lecce: è stata un’ottima settimana di lavoro, molto produttiva. La squadra ha capito di poter competere con tutti, la differenza sta nell’atteggiamento e nella preparazione. Per noi domani sarà importante concretizzare la fase offensiva, perché il Brescia è fortissimo in ripartenza. Le due squadre devono temersi, perché ognuna è molto pericolosa». 

Continuerà l’alternanza tra i portieri?

«Io valuto il lavoro che viene fatto in settimana. Se vedo una buona prestazione, come quella di Pomini sabato, non cambio idea. Il campo è l’unico giudice». 

Che modulo ha scelto per la partita di domani?

«Ho analizzato bene il Brescia, lo conosco. Penso che non cambierà l’idea di gioco che ha, anche se lo vedremo domani. Noi dobbiamo solo essere concentrati come abbiamo fatto ultimamente». 

Crede che la posizione di Esposito in un centrocampo a due possa essere una forzatura?

«Credo che la posizione migliore di Esposito sia la stessa di Viviani, da play. All’allenatore piace avere una squadra strutturata, con due calciatori magari dello stesso livello nel medesimo ruolo per stimolarsi a vicenda. Esposito gioca bene da play, può fare il mediano in un 4-2-3-1 o in un 4-3-3. È un mediano, magari più avanzato. Esposito deve fare ciò che gli dico, e per ora lo fa bene».

Il Brescia sembra trovarsi molto bene nel giocare in contropiede, aspettando gli avversari per poi ripartire. Che pressing possiamo aspettarci per domani? Non altissimo immaginiamo…

«A me piace moltissimo il pressing, perché non consente all’avversario di costruire con tranquillità. Noi possiamo pressare alti, se vogliamo mettere in difficoltà gli avversari, e lo abbiamo dimostrato contro il Lecce. Con una squadra come il Brescia, più pericolosa negli spazi che senza, dobbiamo scegliere correttamente come pressare». 

La partita di Crotone è stata decisa dai giocatori più esperti. In una Spal giovanissima, che valore hanno per il suo progetto tecnico questi calciatori?

«Hanno un grande valore. Il calciatore giovane ha entusiasmo, perché vuole costruirsi un futuro nel calcio. Per me però l’esperienza è imprescindibile, come in tutti i lavori della vita. In una squadra dove il calciatore con esperienza la mette al servizio della squadra, ciò fa bene anche al giocatore più giovane. I calciatori con esperienza aiutano anche fuori dal campo. A me piace una partita come quella di sabato a Crotone, perché quando è servita una giocata è arrivata dal giocatore di esperienza. Se vogliamo però creare qualcosa per il futuro di questa squadra, dobbiamo far crescere anche i giovani». 

Cambierà qualcosa con il rientro di Colombo in avanti?

«Molto va in funzione dell’avversario. Brescia e Crotone sonochiaramente due squadre differenti. Al Crotone abbiamo lasciato un po’ di più la superiorità territoriale, cercando di colpire in contropiede. A metà partita abbiamo cercato di alleggerire la tensione, soprattutto sulla fascia destra. Dovevamo chiudere la partita, è entrato Esposito, D’Orazio e Seck devono crescere e far bene. Il calcio per me è sacrificio, se cresce il calciatore cresce anche la squadra». 

Clotet quando in estate arrivò alla Spal

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