BUDEL: “BRESCIA, ADESSO SERVE PERSONALITÀ”

L’ex rondinella e commentatore per Dazn: “Inzaghi allenatore pragmatico, si trova meglio quando gli avversari fanno la partita. Mi piace il centrocampo del Brescia, ma Van de Looi deve sentire la fiducia dei compagni”

Milano. Alessandro Budel, ex regista biancoblu, ora opinionista per Dazn, dal suo osservatorio milanese affronta per Bresciaingol.come i temi più attuali in casa Brescia: dai problemi nelle partite interne, a Inzaghi, fino al centrocampo, con un occhio particolare al suo alter ego, ovvero Tom Van de Looi. 

Sulla partita di ieri. «Ho notato che il Brescia non ha fatto una grande gara. Ha avuto infatti pochissime occasioni. Rispetto a Parma, credo che il Brescia sia mancato soprattutto in personalità».

Sulla differenza di rendimento tra casa e trasferta. «Si, nel passato il Brescia aveva creato un fortino in casa, anche grazie alla spinta della Curva Nord. È strano, credo che Inzaghi sia un allenatore molto pragmatico, che magari in trasferta, quando le squadre avversarie fanno un po’ di più la partita, si trova meglio, mentre in casa, quando c’è invece un po’ di timore reverenziale nei confronti dei biancazzurri e di conseguenza gli avversari si chiudono, può far più fatica. Può essere una spiegazione, ma non ne son certo». 

Pensieri sul centrocampo del Brescia. «A me piace. Ha alternative. Per questa serie B è un ottimo centrocampo. Ha differenti qualità in ogni interprete: Léris ad esempio ha velocità, Bisoli la grinta, Ndoj la qualità, poi c’è Van de Looi che è il classico metodista. Ognuno ha caratteristiche differenti e credo che questo sia un valore aggiunto».

Su Van de Looi e le sue difficoltà. «Innanzitutto credo che Van de Looi sia un giocatore di qualità. È un ruolo particolare, devi sentirti la squadra in mano e i giocatori devono riconoscere in quel ruolo una “banca “, un giocatore chiave. Quello significa sentirsi regista all’interno di una squadra. Non credo che sia semplice o banale il ruolo in cui gioca: adesso tanti infatti interpretano quel ruolo o fanno giocare in quel ruolo un incontrista o un giocatore che regala più equilibrio. Sono quindi tante le interpretazioni che gli allenatori danno a quella posizione, quindi la vecchia idea del regista come la intendo io non è nemmeno più tanto utilizzata. A Van de Looi manca quella fiducia che la squadra deve avere in un regista: non si affidano tanto a lui e probabilmente c’è pure un problema suo di personalità, perché comunque man mano riesci a maturare più migliori e conosci il gioco». 

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