DI NUOVO IN TESTA. USANDO LA TESTA

Il Brescia torna a vincere: Cistana dopo 7 minuti svetta più in alto di tutti. Anche due pali e un rigore negato. Prova di maturità alternando il bel gioco a solidità e mentalità vincente. Scavalcati Lecce e Pisa

Parma. Un bel 30. Tondo tondo. Per la lode c’è tempo. Quello di Parma, terra di Università per eccellenza, era un esame meno facile di quanto si potesse pensare. Poco tempo per prepararlo, un professore severo e pronto a disseminare trabocchetti, la pressione dovuta alla bocciatura di pochi giorni prima. Il Brescia esce invece dalla Facoltà del Tardini con un numero significativo sul proprio libretto.

Filippo Inzaghi stavolta non ha sbagliato nulla sul piano tattico

Davanti a tutti. La sesta vittoria stagionale in trasferta (su otto partite) riporta le rondinelle da sole in testa alla classifica. L’ all-in è riuscito: scavalcate in un colpo solo Lecce e Pisa. E’ durata solo un turno la perdita dello scettro. I punti in classifica, 30 of course, dopo 15 giornate sono così suddivisi: 19 in trasferta, 11 in casa. Chiaro che non si potrà andare avanti a lungo con questa media stratosferica lontano dal Rigamonti e per questo bisognerà tornare padroni in casa propria, ma nel frattempo che problema c’è se il primato è stato (ri)conquistato più da pirati che da sceriffi? Nessuno. A Parma l’importante era far vedere che il ko con il Pisa si era materializzato per un insieme di circostanze non ripetibili: l’improvviso, nuovo e scellerato modulo, un atteggiamento di conseguenza insolitamente rinunciatario e troppi giocatori fuori forma.

Niente da fare per Buffon sul colpo di testa di Cistana

Imparata la lezione. Iachini ha cercato di sorprendere Inzaghi, schierando un Parma a trazione anteriore con il tridente Vazquez-Inglese-Man. C’era il rischio di sbagliare anche stavolta l’approccio, di farsi travolgere dall’onda gialloblù alla disperata ricerca di punti da trascinare nella risacca. E invece stavolta è stato il Brescia a partire forte. Subito un tiro di Tramoni respinto da Buffon, il gol di Cistana, un impressionante serie di calci d’angolo (5-13 alla fine dopo un parziale di 2-13), un possesso palla finale di 45-55% che ha toccato anche il +23% a un certo punto per Bisoli e compagni e poi quei 14 tiri verso la porta (contro 12), 4 a 2 nello specchio. Anche i numeri danno ragione a Inzaghi, che si è visto negare pure un rigore (su Tramoni) e ha imprecato per i legni colpiti da Léris e Tramoni. Nella ripresa è uscito un po’ il Parma, ma anche nel momento di maggior pressione dei locali non c’è mai stata la percezione che Joronen dovesse raccogliere qualcosa di grosso e rotondo in fondo alla propria porta. Ora sì, servirebbe un po’ di tempo per riposare e invece domenica alle 16.15 arriva il Monza. E infatti stamattina alle 11 saranno tutti già in campo a Torbole. Perchè fatto 30 bisogna fare 31, 32, 33, 34… E avanti così, da qui alla fine. Senza mai accontentarsi. Gli esami non finiscono mai. Anche se dopo aver superato quello di Parma sarebbe bello ritrovarsi a festeggiare, brindare, ballare, scaricare la tensione come si fa per un bel voto. Ci sarà tempo. Per adesso servono ancora pace in testa e fuoco nel cuore.

Tramoni, tra i migliori, alle prese Busi e Brunetta
Moreo sfugge alla marcatura di Cobbaut: anche l’attaccante biancoazzurro ha giocato una buonissima gara