PERICOLO IACHINI, L’UOMO CHE RISOLLEVA I CASI DISPERATI

A Parma punta a ripetere l’impresa con le rondinelle della stagione 2009-10

Brescia. 13 giugno 2010. Il Brescia, al termine di un’annata folle, riesce ad ottenere la più insperata delle promozioni in finale playoff contro il Torino. Inaspettata perché i biancazzurri erano reduci da uno “spareggio” all’ultima giornata della stagione regolare perso contro il Padova, il quale avrebbe garantito la promozione diretta, e da una finale playoff persa l’anno precedente contro il Livorno. Caracciolo e Possanzini invece decisero di scrivere un altro finale, regalando al Brescia l’agognata massima serie. Tutto ciò non sarebbe però stato possibile senza un autentico “uomo della provvidenza “ che risponde al nome di Beppe Iachini. 

Il prologo. Prima di raccontare l’annata 2009/2010 è necessario un piccolo salto indietro, precisamente al 20 giugno, giorno della finale playoff in cui si affrontarono Livorno e Brescia: il 2-2 dell’andata rendeva necessaria un’impresa allo stadio “Armando Picchi “, ma Tavano, Diamanti e Bergvold condannarono i ragazzi di Alberto Cavasin ad un altro anno in cadetteria. In estate l’allenatore trevigiano venne confermato, e a una rosa già competitiva vennero aggiunti quattro nuovi arrivi: Walter Lopez, Ahmed Barusso, Davide Baiocco e Francesco Flachi. Il campionato iniziò bene, con una vittoria in casa contro il Cittadella siglata da Bega su calcio di punizione. Arrivò poi un pareggio fuori casa contro il Crotone e altre tre importanti vittorie, contro Sassuolo Torino e Piacenza, intervallate però da tre pesanti sconfitte contro Ascoli Grosseto e Vicenza. L’andamento intermittente della squadra convinse Corioni a fare il ribaltone: via Cavasin e dentro dunque Iachini, reduce da un anno di fermo dopo l’esonero dal Chievo che aveva riportato in serie A due anni prima.

Inizio shock. Il debutto del nuovo allenatore fu però deludente: il Gallipoli infatti, debuttante in serie B e dilaniato da una forte crisi societaria, riuscìincredibilmente ad espugnare il Rigamonti per 1-0. La settimana successiva vide invece il Brescia sconfitto contro il Cesena, stavolta fuori casa. La prima vittoria del nuovo corso arrivò contro l’Albinoleffe, grazie a Baiocco e a una tripletta dell’Airone Caracciolo, ma l’andamento della squadra rimase ondivago fino al 19 dicembre, giorno di Brescia Modena, la partita della svolta. 

Flachi. Quel giorno in città era scesa una fitta nevicata, che aveva scoraggiato molti dal presenziare allo stadio. Corioni in settimana aveva avanzato le prime critiche al mister da lui scelto per cercare la massima serie e Iachini si giocava il tutto per tutto. Il Brescia soffrì, ma al minuto ottantotto ci fu l’apoteosi: assist di Bega e gol meraviglioso dell’ex capitano della Sampdoria in sforbiciata, ultima gemma con cui si congedò dal calcio giocato: venne infatti trovato positivo alla cocaina nel controllo antidoping post partita e, data la recidività, venne condannato a dodici anni di squalifica, sancendo nei fatti la fine della sua carriera.

L’inizio della rimonta. Dopo quella provvidenziale vittoria arrivò una lunga serie di risultati utili, ben otto, interrotta da due sconfitte a marzo, in casa contro il Grosseto trascinato da Pinilla e in Veneto ancora contro il Vicenza. Nel frattempo erano arrivati nel mercato di gennaio altri due centrocampisti importanti come Nico Cordova e Alessandro Budel, che diventeranno poi i fari del centrocampo biancazzurro per qualche stagione. Le due sconfitte non intaccarono però il morale della squadra: venne infatti vendicata la sconfitta in casa contro il Gallipoli e, dopo un altro inciampo contro il Cesena, arrivarono altre vittorie in cui il Brescia fu trascinato principalmente dai suoi attaccanti: Caracciolo fu infatti protagonista della sua miglior stagione in termini di gol realizzati, venticinque, Possanzini rimase una certezza ed emerse Libor Kozak, il “tenente” dalla Repubblica Ceca che divenne un’arma fondamentale nei minuti finali di partita grazie alla sua grande fisicità. 

Scontri finali. Il Brescia, grazie a un girone di ritorno favoloso, raggiunsequindi il secondo posto il 1 maggio del 2010, ovvero post trionfo sul campo di un Empoli allora imbattuto da un anno in casa. Successe tutto nel secondo tempo: sbloccò la partita Possanzini su tracciante di Budel, Eder pareggiò su punizione grazie ad una papera di Arcari, prima dello stacco di testa di Caracciolo che regalò al Brescia la vittoria. Dopo un’altra sofferta partita in quel di Modena conclusa sul 2 a 1, arrivò velocemente l’ultima giornata di campionato: 30 maggio 2010, trasferta allo stadio Euganeo contro il Padova che si giocava l’accesso ai playout. 

Per l’occasione venne allestito un maxischermo in Piazza Loggia e 1500 bresciani circa seguirono la squadra in Veneto. Tutto era pronto per gli eventuali festeggiamenti, ma il Brescia fece i conti senza l’oste, ben motivato a raggiungere la salvezza: Di Nardo e Cuffa gettarono infatti il popolo bresciano nello sconforto e a nulla servì il rigore di Caracciolo; veneti ai playout e lombardi condannati ai playoff, causa contemporanea vittoria del Cesena che superò al secondo posto proprio le Rondinelle. I playoff fanno poi parte della memoria di ogni tifoso biancazzurro: vittoria a Cittadella con zuccata in tuffo di Mareco, sconfitta ininfluente in casa grazie al miglior piazzamento nella stagione regolare e poi finale contro il Torino. 

Maestro di promozioni. Beppe Iachini successivamente è riuscito ad ottenere altre due promozioni dalla B alla A, prima con il Palermo e successivamente con la Sampdoria, in difficoltà sotto la gestione Atzori. Il Parma, a inizio stagione, aveva puntato su un allenatore in rampa di lancio come Enzo Maresca, proveniente dall’Under 23 del Manchester City; nonostante però la “benedizione “ di Pep Guardiola la serie B Italiana si è dimostrata uno scoglio troppo grande per l’ex giocatore di Juventus e Palermo. L’arrivo di Iachini va quindi in direzione contraria rispetto al progetto originario: allenatore quadrato, essenziale, che si basa principalmente sulla ricerca della solidità difensiva; in sintesi sa come si fa ad essere promossi. Il Brescia dovrà cercare di non dargli l’occasione. 

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