IL BRESCIA CEDE LO SCETTRO

Al Rigamonti passa il Pisa (meritatamente) che si conquista nuovamente anche il primo posto in classifica. Decide un gol pazzesco di Sibilli. Rondinelle seconde a +2 sul Lecce

Brescia. No, non è andata come Pippo Inzaghi ha provato inizialmente a giustificare in sala stampa. Sì, “inizialmente” perchè poi lui stesso ha corretto il tiro, parlando di giornata storta delle rondinelle, che dovevano e potevano fare di più.

Timorosi e rinunciatari. Brescia-Pisa non è stata decisa solo da un eurogol di Sibilli, sul quale nulla avrebbe potuto nemmeno “la parata del secolo”, quella di Banks su Pelè in Inghilterra-Brasile ai Mondiali del 1970. Liquidare il big match di giornata così sarebbe troppo facile. Basterebbe guardare il tabellino, al massimo il video del gol partita e chi s’è visto s’è visto. Se così fosse, SuperPippo e il suo ottimo staff non passerebbero questa domenica (perchè ne siamo certi che così faranno) ad analizzare a fondo i 97’ di una partita nella quale il Brescia era messo male in campo, timoroso e rinunciatario come solo a Perugia finora l’avevamo visto, sempre fuori tempo alla ricerca di quel fremito che è invece necessario per alzare il livello della competizione.

Nicolas senza voto. No, non è stata solo una questione di centimetri come in “Match point” di Woody Allen. Primo perchè Sibilli quei colpi li ha e quindi non andava fatto tirare (vero Cistana?), secondo perchè allora se così fosse gli stessi centimetri pochi minuti prima avevano negato ad Antonio Caracciolo il gol che sarebbe già stato meritato. Alla luce del fatto che due parate Joronen le aveva già fatte (una per tempo) mentre il portiere da senza voto, quello che di parate proprio non ne ha fatte, è Nicolas.

Errori tattici. Ci auguriamo che le prime, vere, critiche di stagione (al netto del valore dell’avversario) non portino ad accuse di lesa maestà. Significherebbe essere fuori dal contesto. Così come lo è stato tatticamente il Brescia. Perchè è vero che in campo ci vanno i giocatori e più d’uno non ha imbroccato la giornata giusta, ma è l’allenatore a sistemarli e quel difensore puro in più (Mangraviti), quel trequartista messo largo in fascia (Léris) e altri accorgimenti con i quali Inzaghi ha dato l’idea di aver preparato la partita più sugli avversari che sui suoi, sono stati un segnale di eccessiva paura, più che di rispetto, già al fischio d’inizio. In fin dei conti non è sempre stato lo stesso Inzaghi a dire finora che “questa squadra va lasciata libera di giocare cavalcando il suo spirito garibaldino, la sua qualità offensiva”? Perchè allora proprio nella gara in cui poteva servire tutta la qualità a disposizione per fare la differenza, e scavare il primo solco nel campionato, l’ha tenuta nella cassaforte di famiglia?

Cistana lascia troppo spazio a Sibilli, che può segnare così un gol bellissimo

La situazione. Su una cosa concordiamo al 100% con Inzaghi: chi non avrebbe accettato una classifica così alla quattordicesima giornata? Soprattutto se ripensiamo a quel mese di luglio con mille dubbi sul mercato e quindi gli obiettivi. Certo vincere oggi voleva dire andare in fuga: sarebbe stato un +5 su Pisa e Lecce. Balsamo corroborante in vista di due gare con Parma e Monza, che più indecifrabili in vigilia non potrebbero essere. Questa domenica alle 10.30 si torna già a Torbole per preparare la trasferta di mercoledì (ore 18, assurdo: la gente lavora!) al Tardini. Una chiacchierata franca e risolutrice è quello che ci vuole. Il Brescia non è, non può essere, tutto qui.

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