INZAGHI: “SIAMO SOLO AL 50%. IL MIO BENEVENTO NON SAREBBE DA RECORD IN QUESTA B”

L’allenatore del Brescia a poche ore dal big match con il Pisa: “Possiamo dare anche di più. Loro non sono solo Lucca. Il Covid non mi preoccupa se tutti ci atteniamo alle regole”

Torbole Casaglia. Con l’insolita presenza del presidente Massimo Cellino, nella stanza attigua a quella della conferenza stampa per sincerarsi di persona che tutti quelli che entrano nel Centro Sportivo di Torbole Casaglia abbiano il Green Pass, Pippo Inzaghi parla della gara che attende domani il Brescia: arriva il Pisa ed è prima contro seconda.

Siamo già in un momento chiave della stagione?

“E’ presto per guardare la classifica. Dobbiamo vedere le prestazioni, la crescita. Possiamo dire che siamo competitivi e che possiamo fare ancora di più di quanto fatto finora. E’ un punto di partenza che cercavamo. Poi vincere sarà dura, lo sappiamo. Ci sono tante avversarie attrezzate. Domani ne affrontiamo una che poteva essere una sorpresa per qualcuno, ma non per me: ha struttura, giovani bravi. Non aveva fatto risultato per cinque partite prima di battere il Benevento eppure il Pisa è ancora secondo. Questo fa capire quanto hanno fatto finora. Noi però avremo il pubblico dalla nostra parte”. 

Perchè dice che potete fare ancora qualcosa in più?

“In rosa abbiamo giocatori che ancora non hanno dato quello che possono fino in fondo. Nemmeno loro sanno dove possono arrivare, ma io ci credo. Le vittorie ottenute sono sempre meritate anche se non sempre abbiamo giocato bene, ma ci sta. Per questo dico che siamo solo al 50%. Ci sta, considerando anche che c’è un allenatore nuovo. Sono felice di come si allenano i miei, dei dubbi che mi mettono, del fatto che arrivano tre partite in una settimana e quindi ci sarà spazio magari anche per qualcuno di nuovo”. 

Preoccupato per il secondo tempo di Vicenza?

“Se fossi un allenatore preoccupato da primo in classifica ci sarebbe qualcosa di strano. Io non mi meraviglio che soffriamo. Chi segue il calcio sa che ogni gara nasconde delle insidie. Abbiamo analizzato quanto accaduto considerando il contesto e la forza dell’avversario. Non sono affatto preoccupato, ma contento di andare a giocarci queste sfide da primo in classifica. A inizio stagione in pochi ci avrebbero creduto. Alla nostra gente abbiamo regalato i derby con Cremonese e Vicenza, stiamo facendo vedere che abbiamo gli attributi e vogliamo dimostrarlo anche con il Pisa”. 

Pensa che si possano ammazzare prima le partite?

“Siamo sempre stati bravi a chiuderle. Quando abbiamo sofferto di più sono stati gli ultimi 20’ a Vicenza. Se è così, mi auguro accada anche nelle prossime 5-6 gare… Non soffermiamoci sulle cose negative, ma su quelle positive”. 

A Vicenza incitava i suoi in stile “Alta tensione” come quando giocava: è perchè fa parte del suo DNA come quando giocava o perchè serve ai giocatori?

“Io ero così anche quando allenavo la Primavera. Vorrei che vedendoli lavorare poi raccolgano i frutti. Sono sereno del loro atteggiamento quotidiano. Dopo Benevento hanno voluto allenarsi nonostante avessi dato il giorno libero: sono segnali. Comportandoti così poi non vinci per caso con Vicenza e Pordenone: c’è una mentalità vincente”.

Il Covid la spaventa? Crede che condizionerà ancora oltre alla vita di tutti i giorni anche il calcio e lo sport?

“Io credo che in Italia, se ci atteniamo alle regole, riusciremo a conservare la nostra vita sociale e portare a termine il campionato con il pubblico. Senza gente non è calcio”. 

Trova similitudini tra questo Brescia e il suo Benevento?

“No, era una serie B più semplice. Quel Benevento farebbe più fatica in questa B che è un’ A2, e non macinerebbe tutti quei record. Noi abbiamo giovani molto bravi come Bertagnoli e Tramoni e tra poco vedrete anche Olzer in cui credo molto”. 

Stanno andando molto di moda i documentari televisivi che entrano nelle segrete delle squadre di calcio, se le telecamere entrassero anche nello spogliatoio del Brescia cosa vedrebbero?

“Come si allenano e si impegnano questi ragazzi. A me piacciono questi documentari: ho visto quello di Mourinho e Guardiola. Non ancora quello della Juventus. Anche se a volte non bisognerebbe far uscire certe cose dello spogliatoio”. 

Cosa temere del Pisa oltre a Lucca?

“L’israeliano che hanno preso è stato un colpo importante. E poi c’è l’allenatore che sa mettermi in difficoltà: a Benevento due pareggi su due. Mi manca la vittoria…”. 

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