PIOVANELLI: “NON RICORDO UN BRESCIA COSTRUITO MEGLIO DI QUESTO”

L’ex centrocampista biancoblù: “E’ molto stimolante per i calciatori avere una rosa così forte e completa perchè devono dare il 100% ogni settimana. Van de Looi? Si ricordi delle sue qualità”

Brescia. Marco Piovanelli, centrocampista biancoblu dal ’92 al ’95, uno dei “Leoni di Wembley” che sconfissero il Notts County nella storica finale del Torneo Anglo Italiano disputata il 20 marzo 1994, entra nei temi di un Brescia più che mai capolista con un occhio particolare al centrocampo delle Rondinelle. 

Sabato sera il Brescia ha sconfitto il Vicenza. Qual è la tua opinione sulla partita? 

«È stata una difficile perché nonostante il Vicenza sia nei bassifondi della classifica, ha venduto carissima la pelle. La cosa positiva però di questo periodo è che il Brescia ha vinto due partite tra le più pericolose del campionato, e questo è decisamente un buon segnale». 

Continua la crescita di Bertagnoli, autore di una doppietta…

«Si, è un buon giocatore che sta facendo vedere il proprio valore. Nel complesso comunque quest’anno la rosa del Brescia è stata costruita davvero bene, perché è come se ci fossero due giocatori bravi per ruolopronti per giocare. Dimostrazione di ciò è il fatto che Inzaghi possa scegliere ogni settimana gli attaccanti da schierare in base al loro stato di forma e ciò diventa fondamentale in un campionato lungo come quello di B, in cui c’è sempre bisogno di tutti». 

Bisoli, da qualche settimana, è tornato ad essere una splendida certezza…

«Si, è già qualche partita che è tornato sui suoi livelli. Il suo recupero, nonostante si fosse ritrovato in una situazione particolare in cui sembrava potesse andar via, è stato fondamentale: è infatti il capitano del Brescia ma anche un giocatore che conosce la categoria, un trascinatore e un generoso. La società e l’allenatore sono stati bravi ad aspettarlo».

Van de Looi invece continua a non convincere troppo. Da ex centrocampista e allenatore, che consiglio ti sentiresti di dargli? 

«Si, è un po’ timido, ma il calcio è così: quando si arriva da qualche prestazione un po’ così o si dice “va bene, le cose stanno andando così, ma conosco le mie qualità e vado avanti” o altrimenti ci si perde. Probabilmente è in difficoltà, ma l’importante è che la squadra funzioni, in modo da poter sopperire ai piccoli cali di forma del singolo e permettere a quest’ultimo di recuperare con pazienza». 

Sabato scontro al vertice contro il Pisa. Che partita ti aspetti? 

«Sarà una super partita. I toscani stanno facendo dei risultati importanti e in classifica sono in alto. Io però sono fiducioso, è stata costruita una squadra forte, non ricordo sinceramente negli ultimi anni un Brescia così competitivo, con tanti giocatori che possono giocare e far bene. L’allenatore può quindi valutare settimanalmente lo stato di forma dei suoi ragazzi, prendendo magari delle accortezze a seconda degli avversari. Con giocatori a disposizione così bravi diventa tutto più facile, perché i ragazzi devono dare sempre il massimo, consapevoli di non avere il posto assicurato. Questa concorrenza leale aiuterà il Brescia ad andare verso l’alto». 

Anche tu però hai giocato in Brescia così competitivi…

«Ah beh si erano però altri tempi e un altro calcio. Ho avuto la fortuna di giocare in un Brescia dove c’erano due/tre campioni veri. In questo Brescia magari non ci sono quei due/tre “giocatori di richiamo “, ma è stato costruito davvero bene».