Il Brescia espugna Vicenza e tenta la fuga in campionato. Doppietta di Bertagnoli e gol di Palacio. Joronen para un rigore, i biancorossi sbattono contro i pali
Vicenza. Con la pazienza di un arrotino sulle mola, tenendo sempre alto il fremito della competizione e con quella dose di buena suerte che accompagna da sempre chi sta in cima. Il Brescia vince al “Menti” di Vicenza la quinta partita in trasferta (dopo Terni, Alessandria, Ascoli e Benevento) più di quante non ne abbia fatte sue al Rigamonti (tre) e lo fa nella corrida del Menti di Vicenza dove i padroni di casa partono forte e sbloccano con Proia (tu quoque?), gli uomini di Inzaghi pareggiano più prima che subito con Palacio (ma il grosso lo fa Bajic), prendono fiducia e sfiorano il vantaggio con i colpi di testa di Bajic e Bisoli sventati da Grandi per poi segnare l’ 1-2 con Bertagnoli (e ancora una volta Bajic è determinante con l’assist). Giusto così, all’intervallo: è la legge del più forte, la maggior qualità che viene in superficie.
Il gol dell’ 1-1 di Palacio
Secondo tempo in trincea. Poi però la partita fa un salto carpiato e il Vicenza passa da poco più che imbucato a padrone della festa. O almeno pensa di esserlo. I biancorossi rientrano dagli spogliati con la faccia di chi non ha più nulla da perdere e la forza dei disperati in un attimo cambia il senso ad ogni cosa: palo di Dalmonte di testa, paratona di Joronen su Diaw, Diaw che incrocia male, Abbattista che nega un rigore dopo una spinta di Cistana su Diaw. E’ un tiro al bersaglio: traversa di Dalmonte, palo di Ranocchia. Incredibile, ma tutto vero. Come il rigore che poco dopo Joronen para a Diaw, per un fallo che è molto meno fallo del rigore non dato.
Il rigore parato da Joronen a DiawI quasi mille tifosi del Brescia al seguito
Carpe diem. Il Vicenza non coglie l’attimo, il Brescia triplica con un contropiede Bisoli-Bertagnoli. E il secondo timbro dell’ex Chievo è di quelli da salvare sul telefonino per andare a rivederlo quando al lavoro il capoufficio cerca di rovinarti la giornata: finta di andare col sinistro, palla aggiustata sul destro e messa nell’angolino. Il gol di Giacomelli su punizione serve solo a rendere elettrizzante anche il finale, evitando un garbage time cestistico.
Il gol dell’1-2 di Bertagnoli
Prove di fuga. La capolista scappa quindi a + 3 sul Lecce (fermato sullo 0-0 a Frosinone) e a +5 su Reggina e Pisa che questa domenica hanno match casalinghi impegnativi con Cremonese e Benevento. Inzaghi lo sa. Noi tutti lo sappiamo: vincere partite come questa di Vicenza aiuta a sentirti ancora più forte di quello che in realtà sei. Ma era stato così anche con il Pordenone e perchè no a Benevento. Sono indizi che raccogliamo e che cominciano ad essere prove sempre più interessanti.
MO…MENTI DI GLORIA
Il Brescia espugna Vicenza e tenta la fuga in campionato. Doppietta di Bertagnoli e gol di Palacio. Joronen para un rigore, i biancorossi sbattono contro i pali
Vicenza. Con la pazienza di un arrotino sulle mola, tenendo sempre alto il fremito della competizione e con quella dose di buena suerte che accompagna da sempre chi sta in cima. Il Brescia vince al “Menti” di Vicenza la quinta partita in trasferta (dopo Terni, Alessandria, Ascoli e Benevento) più di quante non ne abbia fatte sue al Rigamonti (tre) e lo fa nella corrida del Menti di Vicenza dove i padroni di casa partono forte e sbloccano con Proia (tu quoque?), gli uomini di Inzaghi pareggiano più prima che subito con Palacio (ma il grosso lo fa Bajic), prendono fiducia e sfiorano il vantaggio con i colpi di testa di Bajic e Bisoli sventati da Grandi per poi segnare l’ 1-2 con Bertagnoli (e ancora una volta Bajic è determinante con l’assist). Giusto così, all’intervallo: è la legge del più forte, la maggior qualità che viene in superficie.
Secondo tempo in trincea. Poi però la partita fa un salto carpiato e il Vicenza passa da poco più che imbucato a padrone della festa. O almeno pensa di esserlo. I biancorossi rientrano dagli spogliati con la faccia di chi non ha più nulla da perdere e la forza dei disperati in un attimo cambia il senso ad ogni cosa: palo di Dalmonte di testa, paratona di Joronen su Diaw, Diaw che incrocia male, Abbattista che nega un rigore dopo una spinta di Cistana su Diaw. E’ un tiro al bersaglio: traversa di Dalmonte, palo di Ranocchia. Incredibile, ma tutto vero. Come il rigore che poco dopo Joronen para a Diaw, per un fallo che è molto meno fallo del rigore non dato.
Carpe diem. Il Vicenza non coglie l’attimo, il Brescia triplica con un contropiede Bisoli-Bertagnoli. E il secondo timbro dell’ex Chievo è di quelli da salvare sul telefonino per andare a rivederlo quando al lavoro il capoufficio cerca di rovinarti la giornata: finta di andare col sinistro, palla aggiustata sul destro e messa nell’angolino. Il gol di Giacomelli su punizione serve solo a rendere elettrizzante anche il finale, evitando un garbage time cestistico.
Prove di fuga. La capolista scappa quindi a + 3 sul Lecce (fermato sullo 0-0 a Frosinone) e a +5 su Reggina e Pisa che questa domenica hanno match casalinghi impegnativi con Cremonese e Benevento. Inzaghi lo sa. Noi tutti lo sappiamo: vincere partite come questa di Vicenza aiuta a sentirti ancora più forte di quello che in realtà sei. Ma era stato così anche con il Pordenone e perchè no a Benevento. Sono indizi che raccogliamo e che cominciano ad essere prove sempre più interessanti.