INZAGHI: “NON E’ UN TESTACODA. NORMALE CHE L’ABBIANO CARICATA”

Il tecnico del Brescia sul match di domani a Vicenza: “Loro meriterebbero ben altra classifica. Anche noi volevamo Diaw e Proia. Dovremo tirare fuori gli artigli. Io e Brocchi amici veri”

Torbole Casaglia. Filippo Inzaghi alla vigilia del match con il Vicenza ha analizzato insidie, temi e speranze della gara di domani alle 18.30 al “Menti”.

Mister, tra striscioni sui muri, Brocchi che ha blindato gli allenamenti e appelli ai tifosi dalla dirigenza, il Vicenza ha caricato molto questo match…

“Normale, ci sta. Per noi questa gara presenta tanta insidie, come è già succcesso con il Pordenone. Il Vicenza non merita la classifica che ha, come dicono anche i suoi dirigenti. Diaw e Proia li avremmo voluti anche noi, può succedere qualunque cosa. Partita importante per loro, ma anche per noi. Ambiente caldo, ma anche tanti tifosi nostri. Bella partita, di quelle che non si vede l’ora di giocare”. 

In che rapporti siete con Brocchi? 

“Con Cristian siamo molto amici, abbiamo condiviso tante vittorie. E’ un vero amico, un buonissimo allenatore. Siamo uno tifoso dell’altro, ci seguiamo a vicenda. Sarà un piacere ritrovarlo. Per 90’ ognuno pensa alla propria squadra, ma quello che ci lega è indissolubile”. 

C’era bisogno di questa sosta?

“Non si può mai dire. Se perdi o vinci vorresti giocare subito. L’abbiamo accettata per recuperare giocatori, energie. Squadra è pronta. Ogni partita fa storia a sè, ho voglia di vedere la risposta. Mi fido della mia squadra. So che tireremo fuori gli artigli. Se non daremo il 120% saranno grossi guai. Mi auguro di ritrovare la squadra di due settimane fa, che sa vincere anche non essendo bellissima. Molti giocatori nostri possono dare ancora di più. A volte ci sono giocatori di B e C tipo Caputo che poi ritroviamo in Nazionale. Il calcio è anche questo”. 

Come sono tornati i Nazionali?

“Karacic ha viaggiato tanto. Gli altri hanno giocato poco o nulla quindi sono a posto”. 

Chi non ce la farà? 

“Ndoj ha avuto l’influenza e non verrà convocato. Jagiello lo recupereremo la prossima settimana. Ayè non è ancora pronto, ma verrà via con noi”. 

Ti aspetti un’altra partita tipo quella con il Pordenone?

“Non la vedo come un testacoda, ma come una partita equilibrata. Andremo con grande umiltà”.   

In che ruolo vedi Ayè?

“E’ un attaccante. Può fare il centravanti o il sottopunta per come siamo abituati a giocare noi”. 

Nei giorni scorsi sono passati da Brescia due personaggi come Scariolo e Orrico. Il primo ha detto che tifa per te, a maggior ragione ora che allena la squadra della sua città confidando nella promozione mentre Orrico ti ha definito uno che “non ha paura a sporcarsi le mani”. Cosa rispondi?

“Sergio è un amico da tanto tempo. Mi fa piacere averlo ritrovato sul campo, in Italia. Orrico mi ha fatto un grade complimento nel dire che non mi vergogno anche a vincere partite sporche come con il Pordenone. Quel successo è stato un sinonimo di grande crescita per la nostra squadra”.