”A Brescia ho trovato continuità di impiego e di rendimento. Mi piacerebbe lasciare un segno”
Torbole Casaglia. E’ uno dei giocatori più in forma: non solo del Brescia, ma di tutto il campionato e non a caso è anche il miglior crossatore. Il croato Marko Pajač racconta la sua metamorfosi in biancoazzurro dove ha preso l’eredità di Martella (il terzino della promozione con Corini) e ha trovato una società e una squadra che crede veramente in lui.
Marko, a inizio stagione ti saresti immaginato non solo di avere un ruolo da giocatore inamovibile nello scacchiere di Inzaghi, ma anche di essere il fulcro del gioco offensivo, grazie alla gran quantità di cross che fai?
«Mii fa davvero piacere vedere come da inizio campionato ho risposto sul campo a questa cosa: è un gioco, quello costruito dal nostro mister, in cui iniziamo da dietro, tre contro due, così che io da terzino, ogni qualvolta saltiamo la metà campo, possa far male ai nostri avversari».
Sei il giocatore che ha fatto più traversoni efficaci nei principali 5 campionati europei, ben 126. Cosa ti fa pensare?
«Questa cosa mi fa piacere, ma non sono particolarmente legato alle statistiche. Sono importanti anche i miei compagni, è un mio merito condiviso con loro e per questo li devo ringraziare».
Come procede il tuo adattamento a un ruolo delicato come quello del terzino?
«Secondo me procede bene. Solo con la maglia del Benevento in realtà ho giocato esterno d’attacco, a partire dall’esperienza al Perugia ho invece iniziato a giocare terzino. Poi posso dire di essere migliorato tantissimo su queste cose, non è facile a 24-25 anni riadattare il proprio modo di giocare: prima attaccavo e basta, ora devo prima difendere e poi attaccare. Sono quindi molto contento di come ho risposto sul campo».
Quando pensiamo a due tuoi highlights di questa stagione, ci vengono in mente due cross difficilissimi ovvero i due palloni sulla testa di Moreo rispettivamente a Frosinone e in casa contro il Pordenone. Son due giocate avvenute quasi a fine partita, quando hai avuto ancora la lucidità di compiere due movimenti non banali a saltare il diretto marcatore e servire un giocatore isolato tra le maglie della difesa.
«Si, a Frosinone era l’ultimo minuto, e devo ringraziare i loro giocatori (dice con grande umiltà, ndr) per avermi lasciato un po’ più di spazio per crossare. Ho sfruttato lo spazio, cercavo Moreo, che ha fatto un movimento perfetto. Possiamo usufruire della sua altezza. Sul cross contro il Pordenone invece ho visto Moreo che era partito e ho lanciato subito la palla, dietro la difesa perché quelle palle lì sono molto difficili da difendere. Per il portiere era una palla complicata, è bastato mettere la testa per fare gol».
Cosa c’è a Brescia di diverso rispetto alle altre squadre in cui hai giocato? L’impressione è che stia uscendo il miglior Pajac possibile, stai salendo insieme alla squadra…
«Si, diciamo di si. Per quanto mi riguarda ho sempre fatto prestazioni altalenanti, ma giunto qua ho subito sentito la fiducia della società, dell’allenatore e questo mi regala la spinta necessaria per tirar fuori il mio massimo potenziale. Io ringrazio loro e sono molto felice di rispondere così sul campo».
Ad agosto è stato venduto Bruno Martella. Come sono cambiate le tue responsabilità, anche considerando il necessario periodo di adattamento per l’altro terzino sinistro in rosa?
«No, quando c’era lui ero lo stesso tranquillo, perché il migliore tra noi due giocava. Bruno magari difendeva di più, ma per me non c’erano problemi. Poi è andato via, è arrivata la partita di Coppa Italia contro il Crotone ed è giunto il mio momento; credo di aver dato tutto sul campo, cercando di rispondere sempre a quanto il mister mi chiede».
Nella storia del Brescia ci son stati campioni in quasi tutti i ruoli. L’unico ruolo in cui non si ricordano grandi giocatori è proprio il terzino sinistro. Se vai avanti così, tra qualche anno, potremo ricordare te…
«Io, come ho fatto finora, cerco di andare avanti ogni partita, cercando di accrescere i miei valori. Se riuscissi a lasciare un segno mi farebbe immenso piacere».

























