ADDIO A ERMANNO FERRARI, CAPITANO DI UNA FORMIDABILE PRIMAVERA FINE ANNI ‘80

Corini: “Centrocampista di sostanza, generoso, uomo speciale”. Stroppa: “Un amico, a Natale il panettone era solo il suo”. Ziliani: “Parlava poco, ma era un leader”. Povani: “Ha dato tanto al calcio bresciano”

Brescia. Un pugno al cuore. Una di quelle notizie che quando ti svegli ti arrivano sul cellulare e ti rovinano la giornata. Perchè pensi che a 50 anni non si possa, non si debba morire di quel maledetto male che ti porta via in pochi mesi. Ermanno Ferrari, che ne avrebbe compiuti 52 il 5 febbraio, ci ha lasciati ieri in tarda serata. Lo piangono la moglie e i due figli che adorava. Lo piangono i tanti ex compagni di squadra e giocatori che ha allenato, i clienti affezionati della sua panetteria a Longhena.

Un Brescia-Psv Eindhoven in un “Dossena” con Ermanno Ferrari capitano

La scheda. Era stato il capitano di una formidabile Primavera del Brescia della seconda metà degli anni Ottanta. Quella dei Corini, Bortolotti, Ziliani, Luzardi, Piovani. Lui con la fascia sul braccio (vedi foto in evidenza), loro a fare una carriera tra i professionisti, lui a farsi comunque apprezzare tra i dilettanti. In particolare a Lumezzane, contribuendo a portare i rossoblù tra i professionisti. Poi le esperienze in panchina dove, tra le altre, ha guidato Rezzato, Travagliato, Serle, Verolese. Fino a quando la malattia gliel’ha permesso. Ovvero a fino poco fa. Nonostante fosse una persona molto riservata (ai figli che ultimamente gli chiedevano come stesse lui rispondeva sempre “bene” per non farli preoccupare), ogni tanto accettava l’invito ad essere ospite nella trasmissione di Angela Scaramuzza “Tutti in campo” su Teletutto. Perchè parlare del suo Brescia lo faceva star bene. E raccontava con grande orgoglio di quella amichevole contro il Milan di Sacchi campione d’Italia, nel pre-campionato ‘88-89, quando al Rigamonti le rondinelle di Vincenzo Guerini vinsero 2-1 con gol di Cecconi, Occhipinti e autorete di Chiodini. Ermanno entrò al 59esimo al posto di Zoratto.

Il tabellino di un’amichevole Brescia-Milan con storica vittoria delle rondinelle: Ferrari gioco’ l’ultima mezzora
Ermanno Ferrari (secondo da destra) alla fine dell’amichevole con il Milan

I ricordi. Eugenio Corini lo tratteggia così: “Ultimamente ci eravamo un po’ persi di vista, ma stamattina Luca Boninsegna, nostro compagno di squadra, mi ha dato la terribile notizia. Non sapevo fosse ammalato. Lo ricordo come un centrocampista generoso, di sostanza, un ottimo interno di centrocampo”. Giovanni Stroppa dice: “Avevamo giocato insieme negli Amatori, si era instaurata un’amicizia che mi portava ogni Natale ad andare da lui a Longhena a comprare il suo panettone, che era una delizia (confermiamo, avendo avuto la fortuna di assaggiarlo, ndr). Mi ha chiamata stamattina suo figlio, sono molto triste”.

Paolo Ziliani dice: “Era un leader, parlava poco, ma si faceva sentire in campo ed era anche già un allenatore in mezzo al rettangolo verde tra noi giovani. Mi dispiace molto”. Questo il ricordo di Giampietro Piovani: “Io sono di Gerolanuova, ma abito da anni a Longhena, il paese di Ermanno. Avevamo fatto le giovanili insieme al Brescia, ultimamente giocavamo con gli Over della Pasotti. L’avevo visto un mese fa, l’avevo trovato bene, ma ora è arrivata questa notizia devastante. Lo ricordo come un ragazzo per bene, sempre sul pezzo, ci teneva in modo particolare al calcio, era stato allenatore della Verolese fino all’anno scorso, ma dopo aver riscontrato il brutto male ha dovuto dare le dimissioni per curarsi. Ha dato tanto al mondo del calcio bresciano”. Ciao Ermanno, porta lassù la tua purezza, il tuo amore per il calcio e per il Brescia.

Ermanno Ferrari con il suo eccezionale panettone e Giovanni Stroppa

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