TEDINO: “RIGORE CLAMOROSO, NON HA VOLUTO DARCELO”

L’allenatore del Pordenone: “Se non si chiama nemmeno il Var è incredibile. Voglio quello che mi spetta, c…!”

Brescia. A fine gara si alza forte la protesta dell’allenatore del Pordenone Bruno Tedino.

“Non me ne voglia il Brescia o il mio amico Pippo Inzaghi. Era da tempo che non vedevo un rigore così netto non dato come quello del fallo di Chancellor su Pellegrini. Io dico: non puoi non voler nemmeno chiamare il Var, vuol dire non volerlo proprio dare. Non so se c’era anche quello su Folorunsho, sta di fatto che facciamo molte riunioni con gli arbitri, in toni pacati, ma ancora oggi non si capisce quando e come va usato il Var. L’episodio di oggi è chiaro: è un giocatore che stende un altro e gli viene data simulazione: incredibile. Poi c’è anche un fuorigioco che non andava fischiato, una regola del vantaggio non data in 3 contro 2. Dicono: stai zitto perchè sei ultimo e che cazzo vuoi? Io voglio il mio, quello che mi spetta, cazzo. Quello di oggi è un errore clamoroso”. 

In questi anni si è fatto anche il suo nome tra gli allenatori cercati da Cellino, cosa c’era di vero?

“Non sono mai stato vicino al Brescia, non ho mai parlato con Cellino”. 

Soddisfatto comunque della prestazione della sua squadra?

“Avevamo preparato molto bene questa partita. Sapevamo fosse difficile, l’abbiamo resa meno difficile grazie alla nostra prestazione. Siamo venuti senza paura, con zero timori reverenziali. Siamo stati sfacciati nella fase di possesso, abbiamo palleggiato molto bene, sbagliando però qualcosa negli ultimi passaggi. Non è bastato, significa che serve di più. Mi dà comunque energia, fiducia e deve darla anche ai ragazzi. Ora ci conosceremo meglio durante la sosta”. 

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