MOREO: “SE VINCI PARTITE COSÌ SONO GRANDI SEGNALI”

“L’unico modo per sbloccare una partita in cui stavamo facendo fatica era in contropiede. Impossibile giocare bene per 38 partite. Il rigore c’era? Stavolta è andata bene a noi…”

Brescia. Stefano Moreo è l’uomo della provvidenza. Segna il suo quarto gol stagionale e diventa il capocannoniere di squadra, dimostrando ancora una volta che quando entra a gara in corsa sa essere decisivo. Più di quando parte dall’inizio.

Siete riusciti a vincere una partita che si era tremendamente complicata. Qual è stata la chiave?

“Vedendo com’era stato il primo tempo, l’unico modo per trovare il gol era sfruttare un contropiede. Dovevamo sfruttare quel tipo di giocata e ci siamo riusciti. Abbiamo fatto fatica in questa partita, ma vincere in questo modo sono segnali positivi, grandi segnali. E’ impossibile giocare bene tutte le 38 partite. Ci sono squadre che ti vengono a prendere alte come ha fatto il Pordenone, togliendoti la possibilità di impostare. Devi riuscire a ripartire in contropiede”. 

Quando arrivano palloni così importanti, in un momento clou della partita, c’è tempo per pensare che non si possono sbagliare?

“No o almeno io non ci penso. E’ una frazione di secondo. Sapevo che Marco dà lì mette il cross e lo mette bene, l’unico mio pensiero era buttarmi in area per colpirla il meglio possibile e fare gol. E’ andata bene”. 

Come vivi il ballottaggio con Bajic che si ripete ormai da inizio stagione?

“Serenamente, con il mister già a Venezia funzionava così. So che a Inzaghi piace avere giocatori interscambiabili. Sono abituati”.

C’era un rigore netto per il Pordenone dopo il tuo gol. Te ne sei accorto?

“Francamente no. Pensavo fosse simulazione come in effetti l’arbitro ha fischiato. Se mi dite che era rigore non ho motivo di dubitare. Capita Si vede che stavolta è andata bene a noi”.

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