”Abbiamo capito che possiamo competere con tutti. Con il Pordenone non ci sarà niente di facile”
Torbole Casaglia. Massima concentrazione, per non pensare che con il Pordenone sarà tutto facile e scontato. Pippo Inzaghi mette in guardia i suoi giocatori e l’ambiente.
Mister, quali sono le insidie di questo match contro una squadra che chiude la classifica con 3 punti e non ha ancora vinto?
”Non c’è niente di facile. Serve la partita perfetta. Dovremo dare il 110% per evitare brutte sorprese”.
C’è già un piano B se il Pordenone dovesse chiudersi non lasciandovi spazi?
“Facciamo già fatica a fare il piano A, non creiamo troppo casino. Se il sacrificio e la volontà sono quelle delle nostre ultime gare sono tranquillo. E’ una partita spartiacque dopo le buone prestazione fornite contro chi ambisce alla serie A. Dobbiamo dare tranquillità ai nostri giocatori. Con il Benevento l’abbiamo vinta sul pullman quando abbiamo visto i nostri tifosi arrivati fin laggiù per una partita del Primo novembre a 12.30. Domani giocheremo in casa dove il nostro è un tifo da serie e sono certo che ci spingerà alla ricerca di un’altra vittoria”.
Domenica sera poi ci sarà il derby di Milano: gara speciale per lei dato il suo passato in rossonero mentre sulla panchina nerazzurra c’è suo fratello?
“Oggi pensare a Milan-Inter mi viene difficile. Sono concentrato sul Pordenone, gara che nasconde più insidie di quanto si pensi”.
Su di voi intanto aumentano le attese e quindi le responsabilità…
“Più che la classifica mi concentro su altro. Altrimenti rischiamo di passare da brocchi a fenomeni o viceversa. Guardo le prestazioni. A Benevento siamo stati squadra. Se non dovessimo dare seguito domani faremmo un grande passo indietro. Io ho sempre pensato di poter essere competitivo poi per essere competitivo devo incastrarsi tante cose, ma già possiamo sapere che competiamo con tutti e questo dà soddisfazione”.
Non uscite mai dalla partita anche quando non vincete. Hai dato questa impronta, come eri tu da giocatore?
“Io ho le spalle larghe, so come va questo mondo, mi prendo le responsabilità se perdiamo. A volte anche io non so se caricarli o meno. Devono stare tranquilli e sereni di poter sbagliare. Il non mollare mai dipende anche dagli allenamenti. Dietro faccio più fatica a cambiare anche se sarei in una botta di ferro con Papet, Mangraviti, Huar e Karacic, ma i difensori è giusto andare avanti con una quadratura trovata. Anche se so che quando servità troverà chi è pronto. A centrocampo e davanti posso invece modificare di volta in volata”.
Léris è pronto?
“Fatto a meno anche di lui, Ayè, Labojko e Ndoj. Assenze non sentite ed è importante. Léris sta bene: deciderò oggi. Può giocare dall’inizio domani sapendo che non ha i 90’ però oppure anche entrare dopo”.
























