NANI: “MARROCCU UOMO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO”

”Nel calcio ci sono matrimoni che durano a lungo e altri che finiscono in fretta. E’ capitato anche a me”

Brescia. Francesco Marroccu è tornato al Brescia. Per commentare il rientro del direttore sportivo cagliaritano abbiamo raggiunto telefonicamente Gianluca Nani, uno dei più longevi diesse della storia biancoblu.

Cosa ne pensi del ritorno di Marroccu? Credi possa essere l’uomo giusto al momento giusto? 

« Penso proprio di si. È un grande direttore sportivo che conosce molto bene sia l’ambiente sia il campionato: non c’era mossa più azzeccata che Cellino potesse fare. I due hanno inoltre ottenuto insieme la promozione in serie A e Marroccu ha portato tanti bravi giocatori». 

Negli ultimi anni si sono però susseguiti qui a Brescia un gran numero di direttori sportivi. Qual è, a tuo avviso, la ragione di questa alternanza? 

«Non è una domanda che devi fare a me ( ride, ndr). Quanto durano i DS non lo so, io pure ho lavorato in squadre dove son stato molto poco e in altre dove invece mi son fermato di più. Capita, è un normale evolversi delle situazioni: ci sono matrimoni che durano anni e invece altri che durano molto poco». 

Qual è il segreto per andare d’accordo con un presidente “vulcanico” come Cellino nelle sue decisioni? 

«Io penso che ogni ruolo sia importante: ho lavorato per anni con Gino Corioni, considerato da tutti un presidente “interventista”, ma invece con lui ho lavorato benissimo e per me è stato come un padre. Personalmente preferisco di più lavorare con presidenti competenti e di carattere, la mia esperienza nel Brescia è stata fantastica, ho imparato da lui e abbiamo avuto grandi risultati. Poi è anche giusto che un presidente sia interventista, il club fa riferimento a lui, chiunque gestisca un posto di comando deve circondarsi di bravi collaboratori. La chiave è comunque saper creare il giusto feeling con il presidente». 

Ormai abiti a Londra. Ti manca lavorare in Italia? Tornerai? 

«Perché no? Non pongo limiti, io in Italia tornerei volentieri. Ho lavorato in tantissimi posti, in due continenti, in quattro campionati e in Italia mi son sempre trovato bene. Ho lavorato con presidenti italiani, islandesi, inglesi, cinesi e arabi e fortunatamente sono riuscito ad andare d’accordo con tutti. Sono stato fortunato, ho avuto presidenti da cui sono sempre riuscito ad imparare molto».