INZAGHI: “ABBASSIAMO LE PRESSIONI, L’OBIETTIVO E’ STARE NELLE PRIME OTTO”

”Con il Como i numeri dicono che la prestazione c’è stata. Stiamo lavorando per prendere meno gol. Sono concentrato sul Perugia, ma non vedo l’ora di diventare papà”

Torbole Casaglia. Vigilia speciale per Pippo Inzaghi, che ad ore diventerà papà. La sua concentrazione però è massima anche sul match di domani a Perugia. Un Inzaghi che chiede di abbassare le pressioni sui giocatori, che parla apertamente dell’obiettivo stagionale e racconta come la squadra è pronto a tornare in carreggiata dopo il ko con il Como.  

Mister, si dice che le grandi squadre sono quelle che si rialzano subito dopo una sconfitta: sarà così domani per il Brescia?

“Ho rivisto la gara con il Como e i dati ovvero 15 angoli, 70% di possesso, 16 tiri in porta, mi hanno fatto capire che la prestazione c’è stata. Abbiamo commesso degli errori, che dobbiamo evitare. Andiamo ad affrontare un avversaro forte: il Perugia a Benevento meritava di vincere, ha vinto a Cremona e su un campo così non si vince a caso. Siamo consci della nostra forza, bisogna andare a giocarcela contro chiunque”. 

Come sono stati vissuti i giorni successivi la sconfitta con il Como?

“Tutti avremmo voluto giocare il giorno dopo e non fare la sosta, ma dobbiamo pensare a un discorso globale, non solo all’ultima gara; abbiamo fatto bene per sette partite, facendo già più delle aspettative. Ho letto un’intervista di Braida, che non ci ha inserito tra le 7–8 favorite: se un dirigente così navigato la pensa in quel modo, vuol dire che abbiamo volato troppo alto. Il presidente in estate ha detto che dovevamo salvarci poi ha fatto determinati acquisti e l’obiettivo è diventato arrivare nelle prime otto. La gente è la prima ad essere realista: non possiamo vincerle tutte. Ne perderemo altre, ma possiamo divertirci. Senza pressione però”. 

Nei giorni scorsi è stato lo stesso Cellino a dire, in un’intervista, che solo la promozione gli farebbe sopportare i sacrifici fatti…

“Non so, a me ha detto altro. Ci sono corazzate sulla nostra strada. Io devo pensare a far crescere la mia squadra. Le pressioni mettetele a me, lasciamo stare i ragazzi, che hanno bisogno di fiducia e del proprio pubblico. Mettiamoci in testa che se dovessimo ottenere qualcosa d’importante sarebbe un anno straordinario. L’obiettivo è entrare nelle prime otto”. 

Sente di aver già il quadro completo della situazione?

“Quello lo si avrà solo tra 3-4 mesi. Ogni allenatore impara da ogni partita. Non sono quello che va al bar a dire che chi ha cambiato non andava bene, valuto in base alla settimana”. 

Cos’hanno esattamente Ayè e Léris?

“Ayè ha un sovraccarico al ginocchio operato, Léris un problema muscolare. Speriamo di riaverli se non per la prossima per quella dopo ancora”. 

Dubbi di formazione?

“Si molti. Vuol dire che tutti si allenano bene. Ho letto parole come “catastrofe” per la sconfitta con il Como: non va bene, diamo una mano a questa squadra”. 

La sosta in pratica a cosa è servita?

“Bisogna lavorare sempre in generale cercando di eliminare i difetti. Lo fanno anche le grandi squadre: se lo fanno Inter e Juventus, a maggior ragione noi. Vogliamo migliorare. Io non voglio fare un gol più dell’avversario, io non voglio prendere gol. A Venezia e Benevento ho vinto con la miglior difesa, qui so che abbiamo altre caratteristiche, ma dobbiamo essere più compatti. Non ho voluto tarpare le ali a questa squadra: siamo primi negli angoli, nel possesso, nei tiri in porta, non sono un allenatore che reprime i suoi. Sono sempre più felice di allenare questi ragazzi per bene. Vogliamo ottenere il massimo, poi quello che sarà il massimo ce lo dirà il campo”. 

Quanto le ha fatto piacere il gesto di Chancellor di rinunciare a una partita con la Nazionale?

“Molto, anche perchè altrimenti non sarebbe stato disponibile. Anche la società ha apprezzato molto. Dispiace per Ayè, capocannoniere di squadra nel campionato scorso, e Léris che stava facendo la differenza”. 

Sta per diventare papà, che vigilia è per lei?

“Mi auguro che mi aspetti e che non nasca mentre sono a Perugia. Ora sto pensando alla partita, ma è chiaro che un genitore non vede l’ora che un figlio nasca”.