CELLINO E PASINI: “ECCO PERCHE’ IL CALCIO IN ITALIA E’ MESSO COSI’ MALE”

Il presidente del Brescia: “Solo la promozione in A potrebbe farmi sopportare tutti i sacrifici. Le regole ci sono, ma non vengono applicate”. Quello della FeralpiSalò: “Sali perchè non voglio fare il derby. Non è vero che sono gemellato con l’Atalanta, ma loro sono un esempio virtuoso”

Brescia. In un’interessantissima puntata di “Messi a Fuoco”, la trasmissione di Teletutto, si è fatto il punto sulla situazione economica del calcio in Italia. Nel salotto di Andrea Cittadini sono intervenuti i presidenti di Brescia e FeralpiSalò Massimo Cellino e Giuseppe Pasini e i giornalisti Ivan Zazzaroni e Mario Nicoliello. Ecco cosa ne è uscito.

Cellino, Inter e Juve sono fortemente indebitate. Cosa ne pensa?

“Vincere un campionato e avere certi debiti non la considero una vittoria del campionato. Se c’è questa sproporzione c’è qualcosa di sbagliato. Poi la componente emotiva nel calcio è la più devastante. Io negli anni ho cercato di non farmi influenzare da giornali, social, trasmissioni televisive”.

Pasini cosa significa fare il presidente di una squadra di C?

“Vuol dire non avere i diritti televisivi. Bisogna vivere con i minutaggi dei giovani e avere una gran passione, mettendoci ogni anno un bel po’ di soldi. La serie C è un purgatorio, una categoria molto difficile, ti dà poca visibilità. Delle 60 società iscritte solo 40 possono fare il campionato. Non so quante ne arriveranno a fine anno. Le ultime società andate in B hanno fatto aumenti di capitale anche di 7-8 milioni di euro. Se questo è il calcio, anche se potrei permettermelo, non ci sto”.

Ivan Zazzaroni: “Non siamo messi male solo in Italia. In Spagna hanno le pezze al culo. Inghilterra e Germania sanno fare sistema. Hanno un passaggio di denaro all’interno. La Premier è il campionato più seguito al mondo. Noi abbiamo beghe da cortile che non hanno permesso al calcio di crescere. Si dà il calcio a Dazn che non può trasmetterlo”.

Mario Nicoliello, ricercatore all’Università di Genova: “Il discorso è semplice ovvero i costi sono superiori ai ricavi. Ed era così già prima del Covid. Nel 2019 il comparto serie A ha registrato una perdita di 290 milioni di euro, nel 2020 il Covid ha dato una mazzata con 680 milioni di euro. Ora la serie A ha un indebitamento superiore ai fatturati”.

Cellino: “Le perdite c’erano già prima del Covid, da tre-quattro gestioni precedenti. Un bilancio di una società di calcio è particolare. Non c’è nessuna azienda più prevedibile di una società di calcio. A inizio anno sai già cosa incassi, se poi vuoi spendere di più di quello che puoi devi metterci i soldi. Alla base di tutto non c’è controllo od etica che t’impongano di essere virtuoso come invece c’è in Italia. La mancanza di regole porta i presidenti a fare i passi più lunghi della gamba”.

Pasini: “Aver rinviato tasse e contributi è stata una presa di posizione per quanto accaduto con il Covid. E’ un rinvio, tutto lì”.

Cellino: “Tu li hai versati i contributi? Si. Non sei andato in serie B magari qualcun altro è stato promosso e non è giusto. Io li ho pagati e mi sento un imbecille. L’Inter non paga gli stipendi per una questione dovuta al Covid e ha vinto la scudetto. Il Milan è stato virtuoso, ha risanato e non ha vinto lo scudetto, ma l’avrebbe meritato di più”.

Zazzaroni: “Le regole ci sono, ma non vengono applicate. L’Inter ha spostato rate di giocatori come Hakimi, ma non poteva essere cancellata dal campionato. Il problema di base è la mancanza di applicazione delle regole. Il campionato di C è irregolare in partenza, non si sa nemmeno se alcuni presidenti sono solvibili, ci sono società che smettono all’improvviso di pagare il campionato. Se le Legge non applicano regole, rigide. Si è detto “mai più casi Parma, mai più casi Perugia”. Commisso ha fatto una denuncia precisa verso l’Inter, dopo 24 ore era già tutto dimenticato”.

Cellino: “Sono stato 20 anni in Consiglio Federale. Da quando sono rientrato dall’Inghilterra ho trovato la devastazione. La gestione di Tavecchio, persona perbene, era politicizzata. L’Aic fa solo i fatti suoi. Io in Inghilterra ho combattuto 6 mesi per comprare il Leeds. Mi hanno contestato un’evasione, sono stato assolto. C’è una società, il Campobasso, che gestiva una banca e ha fatto sparire 5 milioni di sterline di mia proprietà. Questo signore non risponde di niente e a nessuno. Ora so che suoi soci sono legati all’Ascoli. Si parla di fondi, di holding astratte. Se non c’è trasparenza il calcio attrae solo personaggi dubbi. In Inghilterra gli stipendi si pagano l’ultimo venerdì del mese. Io li pago regolari gli stipendi”.

Pasini: “Oltre al calcio ho 1.700 dipendenti, ci mancherebbe che non pago gli stipendi nella mia squadra di calcio. Io in C mi sono battuto per fare due gironi di Nord e Sud, ma trequarti dei presidenti non erano d’accordo. Poi però vediamo società come la Sambenedettese, con una storia, che vanno in default. La prima regola dobbiamo metterla noi presidenti: basta pagare certi stipendi ai giocatori o ai procuratori. Santo Dio, non ci vuole molto ad abbassare gli ingaggi. Se la gente torna ad avvicinarsi agli stadi, dopo tutto quello che è successo con il Covid, non bisogna buttarla lì. Quando guardo i soldi che do ai miei giocatori o dirigenti sono in imbarazzo se penso cosa do nelle mie aziende e non ho aziende da poco. Gente come Galliani che entra in C e in B con certi ingaggi rovina gli equilibri”.

Cellino: “Dopo tanti anni faccio ancora fatica a firmare certi stipendi ai giocatori dopo che ho firmato lo stipendio a giardinieri, autisti, magazzinieri. Sono in conflitto nel firmare certi assegni. Se il calcio produce 10 e io pago 30 di stipendi sto male. Ho messo un tetto alle entrate che ho e grazie alla cessione di Tonali posso permettermi certe cifre, ma non sono ricco e non ho vergogna a dire che non posso perdere 15 milioni di euro all’anno. Non ho ancora conosciuto nessuno che può permettersi di perdere soldi se non fratturandosi: penso ai miei amici Moratti, Cragnotti, Gazzoni Frascara. Nemmeno gli emiri possono permetterselo”.

Zazzaroni: “Il problema non sono i procuratori, ma quelli che gli danno i soldi. E’ una figura nata negli anni ’70: c’è quello più aggressivo e quello meno, ma di base anche qui c’è un mancato controllo. Ci sono commissioni monstre, che non sai dove finiscono. Il Milan nel caso Donnarumma ha fatto un’offerta da 7 milioni + 1, non l’hanno accettata eppure la squadra veleggia lo stesso ad alti livello. E’ un calcio senza etica”.

Erminio Bissolotti: “Abbiamo analizzato 21 anni di bilanci di Brescia calcio. Solo 9 hanno chiuso con un utile, dei quali solo 4 sono riconducibili alla serie A. Quindi serie A uguale utili è un’equazione che non funziona. Nemmeno con Baggio si è evitato di andare tre volte su quattro in perdita. Con Cellino sono migliorati i margini: la differenza tra ricavi e costi. Con lui grazie a un rafforzamento ed investimenti ha migliorato il patrimonio netto della società. Ha dato così garanzia ulteriore a debitori del Brescia. Il patrimonio netto ammonta a 6 milioni e 900 mila euro contro i parziali negativi degli altri anni”.

Cellino: “Ho acquistato una società con situazione patrimoniale negativa. Avevo trovato non adempimenti all’Iva della Brescia Service e un marchio venduto a prezzo fuori mercato. Molte voci di bilancio sono virtuali in una squadra di calcio. Io ho portato alla luce delle perdite che non erano visibili e sono state sanate. Se ho qualche soldo da inserire per finanziare il disavanzo bene altrimenti ci facciamo bastare quello che abbiamo. Nel periodo Covid ho fatto 15 cause per chiedere ad alcuni dipendenti di rinunciare a degli stipendi quando non si è lavorato. La Federazione ci obbliga a pagare i giocatori, ma ci consente di non pagare le tasse creando quindi un debito verso lo stato. E così la situazione è destinata a degenerare”.

Pasini: “Sono d’accordo con Cellino perchè pagare le tasse è un dovere. Da quando sono in Consiglio Federale non si è mai discusso di questo fatto però alcune volte non ho potuto esserci perchè squalificato”.

Cellino: “Pasini, te l’hanno fatta passare sotto il naso…”.

Zazzaroni: “La gente viene allontanata dal calcio tra televisioni che non si vedono, stadi inospitali, i giovani non si divertono più e non seguono il calcio. Tra poco personaggi come Cellino e Pasini saluteranno il calcio. Pochissimi pensano al bene del calcio, moltissimi pensano ai propri bilanci. Conoscevo Corioni che è un fratello amico, a Cellino voglio un bene dell’anima, Baggio a Brescia l’ho portato io, Padenghe e Salò sono i posti delle mie vacanze estive, sono legato alla vostra terra, bisogna andare incontro ai giovani”.

Cellino: “Di questo passo tra pochi mesi in Italia saremo la serie B del pallone”.

Pasini: “Dissi che anni fa la situazione migliore per il Brescia sarebbe stato il fallimento. Perchè non sono mai intervenuto per prendere la società? In tanti mi hanno tirato per la giacchetta, ma non è facile fare il presidente e anche l’imprenditore all’interno della stessa provincia. Percassi ci sta riuscendo, io non me la sono sentita. L’amico Marco Bonometti aveva cercato di creare una cordata per portare il Brescia fuori da una situazione molto difficile, Cellino è stato poi bravo a risanare del tutto i conti”.

Cellino: “Gli industriali bresciani non mettono soldi perchè sono persone per bene. Se a me fanno un abbonamento, mi fanno già enormemente piacere. Uno non fa calcio per mettere i soldi e venire lapidato. Pasini disse una verità tecnica quando sostenne che il Brescia dove fallire. Imprenditori seri nel calcio non rimarranno più. Se la Federazione non metterà certi paletti, spariranno anche i pochi seri imprenditori rimasti. Se io gioco a carte con soldi veri e perdo pago, chi li mette falsi anche se perde non ha problemi. Io mi considero un imprenditore serio del calcio me ne andrò, come Pasini, per lasciare spazio a fondi oppure holding dei quali non si sa la provenienza. Se si illudono i tifosi che ci sono i nababbi che vengono a investire gli raccontiamo delle vere bugie”.

Bissolotti: “Nell’ultimo bilancio della FeralpiSalò si chiude ancora una volta in perdita, ma con una crescita dei ricavi per effetto della buona campagna di sponsorizzazione. I costi dell’ultima stagione sono aumentati nonostante la decisione di puntare molto sui giovani. Già negli anni scorsi Pasini e soci avevano dovuto fare pesanti sforzi per ricapitalizzare e garantire la continuità di gestione”.

Pasini: “Una perdita di 300-350 mila euro ci può stare. Abbiamo costi per circa 6 milioni, come il Cittadella. Il mio amico Gabrielli mi sorprende come ogni anno riesca a fare calcio di un certo livello, arrivando sempre ai play off e l’anno scorso uscendo in finale. Queste sono le società che dobbiamo guardare”.

Cellino: “Si può fare anche a Brescia, l’importante è far fronte ai propri impegni”.

Pasini: “Nelle ultime tre stagioni abbiamo avuto costi per 19 milioni di euro a Salò”.

Cellino: “Giuseppe, ti conveniva comprare il Brescia. Ti costerà 3-4 milioni all’anno questo giochino in serie C”.

Pasini: “No, no. Abbiamo tanti amici sponsor che ci aiutano. Abbiamo anche la Valsabbia, da dove vengo io, che ci aiuta. Se guardo il monte ingaggi della mia squadra sono solo un po’ sopra la media”.

Nicoliello: “Lo stadio di proprietà è fondamentale quando viene fatto fruttare anche al di là degli impegni calcistici. Con una crisi di liquidità può essere fruttuoso. Sugli stipendi i dati dicono che in Italia c’è il più alto dato d’incisività tra stipendi e fatturato. Sarebbe il caso di interrogarsi anche su un salary cap all’italiana”.

Zazzaroni: “Sarà molto difficile mettere un salary cap. Pensiamo a Monza e Ternana degli anni scorsi, chi accetta di limitare i costi se ha l’urgenza di essere promosso. Se uno ha soldi è giusto che li spenda, il problema è che si porta dietro chi fa il fenomeno e non ha soldi. Moratti ha speso un miliardo e cento milioni di euro ed è uscito tra i fischi. L’Inter di adesso però non andava iscritta, è un disastro. I fondi non sono una soluzione: non sono una persona fisica e dietro può esserci chiunque”.

Cellino: “Il Centro Sportivo non è ancora di proprietà del Brescia perchè dovevo farlo in fretta, mi sono esposto, l’ho fatto con la nostra immobiliare e la società in quel momento non poteva investire. La nostra immobiliare l’ha affittato a costi inferiori a quello che si pagava in altri centri sportivi. Ora voglio fare acquistare al Brescia il Centro Sportivo perchè va messo in patrimonio. Qualcosa di solido bisogna averlo. Sullo stadio ho fatto un progetto a Cagliari, mai realizzato, che stanno ancora utilizzando. Lo copiò anche Corioni, poverino. Più tardi aprono e prima chiudono dopo la partita meglio è. E’ solo un costo. Importante è che ci siano posti comodi e prato verde. Al Rigamonti mi hanno fatto fare interventi anti-economici, abbiamo buttato 8-9 milioni di euro per affrontare la serie A su un impianto del Comune. A Cagliari mi hanno arrestato, non so ancora per quale motivo. Preoccupato per l’inchiesta a Brescia? E’ il male, non la preoccupazione, che mi fanno con cose poco comprensibili. In Italia ci sono persone che lavorano e fanno tutto per bene, io non sono venuto qui a Brescia per frodare. Ho pagato quasi 14 milioni di euro di Iva della precedente gestione. In questo Paese la pubblicità negativa è quella che ti fa veramente danno. Non sono comunque preoccupato del processo che c’è in atto su di me a Brescia”.

Zaccheroni: “Ci sono americani e americani. I Fridken hanno fatto un investimento di un certo tipo a Roma, Commisso è uno che i soldi li ha, altri fanno solo danni. Gli americani pensano che da queste parti ci sia un Eldorado che mi sfugge. Se vengono e salvano le società bene, altrimenti stiano a casa”.

Pasini: “Oggi il calcio è un businnes. Ci sono società straniere che vengono in Italia ad acquisire nostre grandi firme, è un fenomeno che fa parte dei nostri tempi, non dobbiamo spaventarci. Abbiamo anche aziende italiane che vanno all’estero. Ci sono capitali virtuosi e altri meno. Essendo uomo d’azienda so che queste cose succedono”.

Cellino: “Delle proprietà straniere quante ne ritengo credibili? Saputo e Commisso li conosco bene ed è gente per bene. Il Milan è stato risanato dal fondo Elliot: volevano fare businnes poi quando hanno visto che non si poteva fare, hanno messo i conti a posto. Venezia so che hanno sostituito Tacopina e che c’è anche qui una persona per bene. Alla Roma c’è dietro la grande mano della Banca. I proprietari del Parma non li conosco, non è vero che hanno bussato anche da me. Quelli dello Spezia hanno fatto un affare. Il Genoa non mi risulta sia ancora chiuso: ha un indebitamento di 150 milioni. Preziosi è esausto, ha ceduto dei debiti. Tacopina è un tifoso di calcio, gli piace giocare, a me è molto simpatico. Il Newcastle è passato a un gruppo saudita, conoscevo l’ex proprietario. In Inghilterra le proprietà locali sono solo il 10%: il salto dalla Championship alla Premier è molto invitante. La Championship ora è devastata perchè c’è chi prende le società per salire, ma se non ci riesce le lascia lì”.

Zazzaroni: “Azionariato popolare? Ho spiegato a Cottarelli che era impossibile entrasse all’Inter. E’ un’idea populista, di passione, ma finisce lì. In Italia non funziona, ci hanno provato in tanti a proporlo senza svilupparlo. Non è la Spagna. Perchè 2-300 persone dovrebbe entrare in un club pieno di debiti?”

Cellino: “Se Pasini mi chiedesse il Brescia? Gli direi leggi il bilancio, non pensare di trovare allenatori o direttori sportivi maghi. Gli fa onore quello che sta facendo per il Salò. Se vuole glielo do senza guadagnarci un soldo, gli do anche consigli per comprarlo. Sarebbe bello che un bresciano comprasse il Brescia, così come io da cagliaritano presi il Cagliari. E’ più facile però dire che porto il Brescia in serie A e metto il Centro Sportivo a bilancio che arrivi un Pasini a chiedermi di comprarlo”.

Pasini: “Cellino è talmente bravo a gestire il Brescia, che è giusto vada avanti”.

Cellino: “Non ho molti amici a Brescia, sarà anche colpa mia, ma Marco Bonometti è uno dei pochi ed è una persona bella dentro. Ora l’unico modo per portare utile in società è tornare in serie A. In B si perdono solo soldi. Balotelli è stata una valutazione giusta sul piano contrattuale, ma sbagliata sul personaggio: non ho capito la psicosi di Mario. Se l’ho firmato è perchè me lo potevo permettere. Magari devo vendermi calzoni e giacca, ma faccio quel che posso. Brescia ha comunque una potenzialità grande. Il più grosso errore fatto qui è quello di essere stato troppo ottimista l’anno scorso con i giocatori che volevo temere. Il Covid si è fatto sentire molto, non siamo stati fortunati, ma errori grossi non ne ho fatti. Mi sacrifico, sono spesso solo, la mia famiglia vive in Inghilterra: ho preso un impegno e lo porto avanti”.

Pasini: “Non abbiamo avuto una partenza sprint, dobbiamo riprenderci. Non sono gemellato con l’Atalanta, abbiamo giocatori interessanti. E’ un’etichetta che mi ha dato qualcuno a Brescia, anche qualche giornalista, qualcuno ci ha messo la panna montata. Sono più bresciano dei bresciani. Ma se da imprenditore guardo un modello virtuoso penso all’Atalanta”.

Cellino: “Bravo all’Atalanta è stato il figlio Luca più di Antonio”.

Zazzaroni: “Se il Brescia non viene su, Cellino vende il Brescia”.

Cellino: “La promozione riuscirebbe a farmi sopportare i sacrifici. La serie B non produce utili”.

Pasini: “Non voglio fare il derby con Cellino quindi deve salire”.

Cellino: “Ci siamo andati vicini l’anno scorso, ma in serie C…”.

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