IN 11 A SEGNO, E’ UN BRESCIA MACCHINA DA GOL

Miglior attacco del campionato (17 reti), tutti i reparti coinvolti

Brescia. Manca il portiere, ma di questo passo non ci sorprenderemmo se anche Joronen entrasse nel tabellino e quindi negli annali sulla scia di Rampulla e Taibi, numeri uno in gol nei campionati italiani. Il Brescia, miglior attacco del campionato (17 gol, 2.8 di media a partita), ha già mandato in gol 11 giocatori coinvolgendo tutti i reparti. Difesa: Cistana, Chancellor (nella foto in evidenza) e Pajac (i risolutori al “Del Duca”) con un centro a testa. Centrocampo: Jagiello, Léris, Van de Looi (tutti a quota 2) e Bertagnoli. Attacco: Moreo (3), Bajic (2), Tramoni e Palacio. E’ un’impressionante macchina da gol quella che Pippo Inzaghi ha costruito e con la quale si è arrampicato dopo 6 partite al secondo posto a due punti dal Pisa capolista. Come le rondinelle nessuno ancora.

All’attacco. “Devo lasciarli liberi di giocare, senza pensare” è il mantra dell’uomo di Piacenza che è partito come nemmeno era riuscito a fare a Benevento: alla sesta giornata in Campania, dove stravinse la B due anni fa, aveva 12 punti. In biancoazzurro ne ha già due in più. Il computo dice 4 vittorie (3 fuori casa) e 2 pareggi. Sfidando anche un calendario che l’ha portato a giocare già 4 volte lontano dal Rigamonti e nell’ultima settimana sostenendo viaggi logisticamente impegnativi (che potevano farsi pesanti sui muscoli dei giocatori) nel giro di soli 6 giorni tra Frosinone e Ascoli. Ore e ore in treno e in pullman, ma senza risentirne più di tanto. Perchè è la mente che comanda le gambe e nella testa dei suoi soldati il generale Pippo sa entrare meravigliosamente. Facendo capire anche a chi sta fuori che basta avere pazienza: il momento arriva.

Quei panchinari di lusso. Due esempi eclatanti, e più recenti, sono Chancellor e Moreo. Lo stopper venezuelano se n’è rimasto in panchina senza fiatare per cinque partite, sopportando anche qualche errore di troppo di Mangraviti, per presentarsi tirato a lucido ad Ascoli dove è stato l’uomo partita risultando decisive nelle due fasi. L’attaccante ex Empoli, al quale da anni dicono che segna poco, è invece già a quota 3, è il capocannoniere di squadra, ma non ha problemi a sedersi in panchina o quantomeno ad entrare a gara in corso quando gli spiegano che Bajic serve per sfiancare gli avversari e preparare gli spazi proprio per lui.

Non fermarti, Brescia. Prima di fermarsi per la seconda sosta della stagione, c’è ancora un match ed è il derby lombardo testacoda con il Como. Partita d’antan (negli anni ‘80 era sfida promozione in B e salvezza in A), in programma domenica alle 14 in un Rigamonti che è il minimo attendersi più gremito del solito. Cistana e compagni scenderanno in campo il giorno dopo il Pisa, che si è fermato nel percorso netto delle cinque vittorie di fila con un pareggio a Parma e potrebbe avere dei sassolini nell’ingranaggio (ospita la Reggina). Già, perchè l’acquolina cresce e per la bulimica macchina da gol biancoazzurra il prossimo obiettivo può essere il primo posto.

Il rigore di Pajac che ha dato la vittoria ad Ascoli

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