Big match al “Del Duca” di Ascoli: le rondinelle terze a -1 dai bianconeri sorpresa d’inizio stagione
Brescia. Non è questione di correre di più o come due partite fa. E’ questione di correre meglio, di avere più equilibrio, anche se Inzaghi ha tolto definitivamente il velo e ha detto che non gli importa prendere qualche gol (anche se farà rientrare Chancellor, nella foto in evidenza), l’importante è segnarne uno in più. Non ci sono più dubbi su come vuole che giochi il Brescia: libero da tatticismi e condizionamenti interni o esterni, per sfruttare tutto il potenziale offensivo che si traduce nel miglior attacco del campionato. Fanno 14 gol in 5 partite, quasi 3 a partita. E scusate se è poco.
Mettere la freccia. Alle 14 di questo sabato le rondinelle saranno di scena sul campo maledetto, in quel “Del Duca” di Ascoli dove in 16 precedenti in B (21 comprese anche le gare di serie A) hanno vinto una sola volta: 26 febbraio 2008, 1-0 con gol di Caracciolo in un match che fu il replay di una gara rinviata a dicembre perchè la città della meravigliosa Piazza del Popolo era stata invasa dalla neve. E’ big-match: i bianconeri, sorpresa d’inizio stagione, sono secondi in classifica con 12 punti mentre il Brescia segue a 11. Ed è un bottino che nessuno può permettersi di criticare perchè quasi nessuno ci avrebbe scommesso il 16 agosto dopo la sconfitta ai rigori con il Crotone e tantomeno qualche settimana prima quando il cantiere era ancora davvero aperto per via di un mercato pigro. Adesso più che una squadra in costruzione, è un gruppo al quale Inzaghi ha già dato un’identità, ma che in un campionato durissimo come quello attuale di B in ogni partita deve mettersi alla prova. Dura prova. Ad Ascoli è operazione sorpasso. Tre punti per una prima svolta.
Chiavi tattiche. Inzaghi vuole giocarsela con un attacco più largo del solito: Léris a destra e Tramoni a sinistra in posizioni di ali, Bajic centravanti. Vuole entrare dagli esterni per poi sfondare con l’ariete ex cecchino dei bianconeri. Da evitare assolutamente un primo tempo stile Frosinone, con il baricentro basso, aspettando l’avversario per giocarsela solo in contropiede. Quando Inzaghi dice che serve una grande partita intende che bisogna andare a prendere alto l’avversario, aggredirlo, giocare da padroni. Anche se su un campo storicamente maledetto. Si diventa grandi passando da queste prove, accelerando in corsia di sorpasso.

























