BAJIC E CAVION, RITORNO AD ASCOLI IN AGRODOLCE

Partita speciale per i due ex di turno: l’attaccante si è fatto amare a suon di gol, il centrocampista pur facendo bene andò in rottura con la società

Brescia. Sabato pomeriggio Ascoli e Brescia si sfideranno per la diciassettesima volta nel campionato cadetto. La partita storicamente non è mai banale: nel gennaio scorso è coincisa infatti con l’esonero di Dionigi, l’anno della promozione con uno dei tanti gol nel recupero che hanno reso magica quell’annata, l’anno prima con uno spareggio salvezza all’ultima giornata. In quest’occasione però l’incontro assumerà un significato speciale soprattutto per i neoacquisti biancazzurri provenienti proprio da Ascoli, ovvero Bajic e Cavion. Proviamo quindi a riavvolgere il nastro, cercando di prevedere possibili motivazioni ed emozioni per i due ragazzi.  

Bajic sugli altari. Riad Bajic giunge nelle Marche il 24 settembre dell’anno scorso, proveniente dall’Udinese. Il bosniaco era reduce da due prestiti in Turchia ricchi di gol e anche ad Ascoli non tarderà molto per mettere in mostra le sue doti realizzative: alla quarta giornata segna la rete che si rivelerà decisiva nel successo casalingo contro la Reggiana. In seguito contro la Cremonese, a dicembre, arriverà anche la prima tripletta. Gli allenatori si susseguono, prima Bertotto, poi Delio Rossi, infine Sottil ma Riad continua a collezionare presenze e reti, che saranno 34 alla fine della stagione, con dodici gol. Il resto è storia recente: i marchigiani non riescono a rinnovare il prestito e il centravanti giunge tra le fila delle rondinelle. 

Il suo primo allenatore della scorsa annata, ovvero Bertotto, a giugno lo ha definito come un “attaccante con discrete doti tecniche, ma non ancora pronto per giocare in una squadra importante di serie A come l’Udinese”. Riuscirà l’attaccante a smentire il suo ex allenatore? La risposta non la sappiamo, però intanto il Brescia se lo gode. 

Riad Bajic con la maglia dell’Ascoli

Cavion nella polvere. La storia di Cavion è invece molto più dolorosa, con un epilogo decisamente non all’altezza delle premesse. Il centrocampista giunse tra le fila dei marchigiani nel 2018, proveniente dalla Cremonese. Per le prime due stagioni tutto fila liscio e il rapporto è idilliaco; come avviene però in molti rapporti ad incrinare ogni cosa è il terzo incomodo, che in questo caso si chiama Brescia: il campionato scorso iniziò infatti con la sfida del Rigamonti tra Brescia ed Ascoli e lo stesso Cavion andò in rete dopo 40 secondi. Nell’intervista di metà tempo il centrocampista mostrò non solo tutta la sua gioia per il gol ma anche la sua soddisfazione per la lusinga biancazzurra. “Ci tengo ad aver fatto questo gol perchè in questi giorni c’è stato un interessamento per me da parte del Brescia e volevo far bella figura in questa partita” le parole del centrocampista allora bianconero. Piccatissima la risposta del presidente dell’Ascoli Massimo Pulcinelli: “Mi sono arrivati centinaia di messaggi da parte dei nostri tifosi, sia social che diretti, per le dichiarazioni di Cavion al termine del primo tempo della gara di Brescia – disse a Picenotime.it il patron bianconero -. Io non voglio esprimere commenti perchè quell’intervista si commenta evidentemente da sola… Sono davvero rammaricato e dispiaciuto, questo non è il Michele Cavion professionista serio che io conosco, non credo che questa società e questa squadra storica meritino dichiarazioni di questo genere”.

Il campionato poi proseguì fino al più spiacevole degli epiloghi calcistici, ovvero la messa fuori rosa per contrasti insanabili con il direttore sportivo Polito, che arrivò ad accusarlo di scarsa professionalità. Il comunicato con cui la mezz’ala lasciò Ascoli, da svincolato, per Salerno fece capire tutta la sua rabbia e delusione per l’epilogo della storia: dopo aver infatti raccontato la sua versione dei fatti, il giocatore spese le migliori parole di ringraziamento solo per i tifosi e il loro sostegno. 

Sarà quindi una partita speciale per Cavion, qualunque sarà l’epilogo. 

Citando infatti il famoso monologo del film Febbre a 90°, «Ci sono cose che non cambieranno mai e cose che non potremmo ignorare neppure se lo volessimo.»…

Michele Cavion in tenuta bianconera.