IL BRESCIA SI FA RIMONTARE E NON INGRANA LA QUARTA
Pur soffrendo il gioco del Crotone chiude avanti il primo tempo con Léris, raddoppia con Moreo, ma una doppietta di Mulattieri rallenta la corsa
Brescia. Il calcio, ogni tanto, lascia da parte la pietà e la serie B è un campionato che non perdona. Sembrava una serata da segnali positivi, una di quelle in cui fai gol ogni qual volta inquadri lo specchio della porta, in cui vinci anche se giochi meno bene dell’avversario. Sì, insomma, una di quelle in cui torni a casa e magari anche solo tra te e te dici: “Dai che è di nuovo l’anno giusto…”.
Filippo Inzaghi predicava calma e concentrazione sul 2-0, ma non è bastato. (Foto FILIPPO VENEZIA)
Rimontati. E invece la serie B è sofferenza, se per caso qualcuno se lo fosse dimenticato, è lacrime e sangue. E’ rimpianti. Già perchè come si fa non averne dopo essersi trovati avanti 2-0 a metà ripresa? Stavolta però dall’altra parte non c’era una Ternana arrogantemente ambiziosa, un Cosenza ultra incompleto o un’Alessandria dall’autonomia limitata. C’era un Crotone che sa il fatto suo, la migliore squadra affrontata finora, una compagine alla quale evidentemente il Brescia si accoppia male per tutta una serie di fattori, dato che già nella ruota di Coppa Italia era uscito un 2-2 con conseguente eliminazione ai rigori. Anche allo Scida i biancoazzurri non erano riusciti a gestire il vantaggio (di 2-1).
Jesse Joronen ha dovuto uscire alla fine del primo tempo dopo un calcio in faccia
In contropiede. Il Crotone, partito con la clamorosa sorpresa di Mulattieri in panchina, ha giocato come vuole Modesto: uno contro uno a tutto campo, attaccando, ma lasciando spazi. Il Brescia non aveva la brillantezza di altre volte per occupare tutte quelle zone lasciate libere. Per passare in vantaggio c’è voluta una scivolata di Canestrelli che Bajic ha sfruttato per dare l’assist a Léris. Il francese ha giganteggiato con le sue ripartenze. E’ stato un Brescia che ha lasciato il palleggio ai rossoblù per poi andare a colpire in contropiede. Peccato che nessun altro avesse il passo dell’ex Sampdoria per affondare altri colpi. Nel primo tempo l’errore di Camplone nel non espellere Nedelcearu, che poteva sfigurare Joronen, è di quelli che ti fanno pensare male, forse che cominci a dare fastidio perchè stai vincendo troppo. Poi però non ci pensi perchè la lunga panchina ancora una volta ti dà un quid in più e gli ingressi di Palacio e Moreo sono il toccasana. Una volta sul 2-0, superata la metà del secondo tempo, ti senti in controllo. Macchè…
L’esultanza di Léris dopo il gol dell’ 1-0
Vizi non tanto privati. Ormai tutti sanno che il Brescia là dietro ha più di un problema. Aveva concesso palle gol anche al povero Cosenza. Inzaghi è il primo che non dimentica di buttarcelo dentro nelle conferenze stampe, anche senza richiesta: “Questa squadra ha un vissuto con troppi gol subiti, bisogna lavorare su questo aspetto” dice quasi ogni volta, fateci caso. E lo dice a ragion veduta. In meno di un quarto d’ora Mulattieri ha segnato i due gol della rimonta. Ancora tu, ma non dovevamo rivederci più (dopo già il gol in Coppa Italia)? Il capocannoniere del campionato (5 gol in 4 partite), che Modesto si permette di far partire dalla panchina, ha rovinato i piani di un Brescia che sognava già di andare a Frosinone ed Ascoli per battere il record del 2007 di Serse Cosmi (visto in tribuna) delle cinque vittorie di fila in apertura di stagione. Poi sì certo: Bisoli e Lèris hanno avuto i palloni del 3-2, m anche Mulattieri.
L’ex rondinella passa in mezzo a Jagiello e Mateju (FOTO SIMONE VENEZIA)
Fatte le somme e le sottrazioni, va bene così. Il bilancio di 10 punti in 4 partite è più che positivo. Adesso però si dovrà viaggiare in lungo e in largo in meno di una settimana. Frosinone ed Ascoli sì che saranno campi e test da squadra di prima fascia.
Palacio ha dato ancora una volta spettacolo con le sue giocate
IL BRESCIA SI FA RIMONTARE E NON INGRANA LA QUARTA
Pur soffrendo il gioco del Crotone chiude avanti il primo tempo con Léris, raddoppia con Moreo, ma una doppietta di Mulattieri rallenta la corsa
Brescia. Il calcio, ogni tanto, lascia da parte la pietà e la serie B è un campionato che non perdona. Sembrava una serata da segnali positivi, una di quelle in cui fai gol ogni qual volta inquadri lo specchio della porta, in cui vinci anche se giochi meno bene dell’avversario. Sì, insomma, una di quelle in cui torni a casa e magari anche solo tra te e te dici: “Dai che è di nuovo l’anno giusto…”.
Rimontati. E invece la serie B è sofferenza, se per caso qualcuno se lo fosse dimenticato, è lacrime e sangue. E’ rimpianti. Già perchè come si fa non averne dopo essersi trovati avanti 2-0 a metà ripresa? Stavolta però dall’altra parte non c’era una Ternana arrogantemente ambiziosa, un Cosenza ultra incompleto o un’Alessandria dall’autonomia limitata. C’era un Crotone che sa il fatto suo, la migliore squadra affrontata finora, una compagine alla quale evidentemente il Brescia si accoppia male per tutta una serie di fattori, dato che già nella ruota di Coppa Italia era uscito un 2-2 con conseguente eliminazione ai rigori. Anche allo Scida i biancoazzurri non erano riusciti a gestire il vantaggio (di 2-1).
In contropiede. Il Crotone, partito con la clamorosa sorpresa di Mulattieri in panchina, ha giocato come vuole Modesto: uno contro uno a tutto campo, attaccando, ma lasciando spazi. Il Brescia non aveva la brillantezza di altre volte per occupare tutte quelle zone lasciate libere. Per passare in vantaggio c’è voluta una scivolata di Canestrelli che Bajic ha sfruttato per dare l’assist a Léris. Il francese ha giganteggiato con le sue ripartenze. E’ stato un Brescia che ha lasciato il palleggio ai rossoblù per poi andare a colpire in contropiede. Peccato che nessun altro avesse il passo dell’ex Sampdoria per affondare altri colpi. Nel primo tempo l’errore di Camplone nel non espellere Nedelcearu, che poteva sfigurare Joronen, è di quelli che ti fanno pensare male, forse che cominci a dare fastidio perchè stai vincendo troppo. Poi però non ci pensi perchè la lunga panchina ancora una volta ti dà un quid in più e gli ingressi di Palacio e Moreo sono il toccasana. Una volta sul 2-0, superata la metà del secondo tempo, ti senti in controllo. Macchè…
Vizi non tanto privati. Ormai tutti sanno che il Brescia là dietro ha più di un problema. Aveva concesso palle gol anche al povero Cosenza. Inzaghi è il primo che non dimentica di buttarcelo dentro nelle conferenze stampe, anche senza richiesta: “Questa squadra ha un vissuto con troppi gol subiti, bisogna lavorare su questo aspetto” dice quasi ogni volta, fateci caso. E lo dice a ragion veduta. In meno di un quarto d’ora Mulattieri ha segnato i due gol della rimonta. Ancora tu, ma non dovevamo rivederci più (dopo già il gol in Coppa Italia)? Il capocannoniere del campionato (5 gol in 4 partite), che Modesto si permette di far partire dalla panchina, ha rovinato i piani di un Brescia che sognava già di andare a Frosinone ed Ascoli per battere il record del 2007 di Serse Cosmi (visto in tribuna) delle cinque vittorie di fila in apertura di stagione. Poi sì certo: Bisoli e Lèris hanno avuto i palloni del 3-2, m anche Mulattieri.
Fatte le somme e le sottrazioni, va bene così. Il bilancio di 10 punti in 4 partite è più che positivo. Adesso però si dovrà viaggiare in lungo e in largo in meno di una settimana. Frosinone ed Ascoli sì che saranno campi e test da squadra di prima fascia.