INZAGHI A CACCIA DEL RECORD DI COSMI

Nel 2007 il tecnico perugino iniziò con cinque vittorie consecutive, nelle prossime tre il piacentino può batterlo, ma saranno nove giorni di fuoco 

Brescia. Filippo Inzaghi vs Serse Cosmi. Due allenatori non poi così diversi come si potrebbe pensare. Anzi, quel sangue che ribolle nelle vene e diventa adrenalina pura è il segreto che trasferiscono ai loro giocatori per riuscire nelle imprese. Con tre vittorie consecutive, il Brescia di SuperPippo ha davanti a sè tre partite in nove giorni con le quali scrivere la storia e battere il record che stabilì nel 2007 l’Uomo del fiume. 

AMBIZIONI E ILLUSIONI. Era quello un Brescia che sfruttava l’onda lunga della stagione precedente, quella in cui Cosmi arrivò a febbraio al posto del disastroso Somma portando la squadra dalla zona play out a un play off che non si giocò solo perchè Juventus, Napoli e Genoa erano illegali e con il loro pazzesco cammino scavarono un solco tale per cui dalla quarta in giù dovettero rimanere a guardare. I play off non si giocarono e il Brescia rimase con un palmo di naso, seppure con un sesto posto che sapeva di buono. E infatti la stagione successiva, con la doveroso conferma di Cosmi, le rondinelle cominciarono a mille all’ora: 2-0 (Taddei, Possanzini) al Vicenza in casa, 1-0 a Grosseto con gol di Mannini nel recupero, 3-0 a Pisa (doppietta del Possa e primo gol in carriera per Zambelli che poi dovette uscire con i crampi esultando), 2-0 al Piacenza al Rigamonti (Tacchinardi e ancora Possanzini) e 3-1 al Messina (doppietta di Dallamano e rigore di Tacchinardi). Cinque vittorie di fila con le quali fu eguagliato il record stabilito quarant’anni prima sotto la guida di Arturo “Sandokan” Silvestri. Il percorso netto finì a Bologna, dove maturò comunque un non disprezzabile 2-2. Non uscì il “6” sulla ruota biancoazzurra, ma un pur sempre eccellente “5 + 1”.  A fine stagione la Grande Illusione svanì e il Brescia fu eliminato in semifinale play off dall’Albinoleffe. Ma questa è un’altra storia. 

IL FAMELICO INZAGHI. L’attuale allenatore del Brescia è un cacciatore di record. Lo era da calciatore quando s’infastidiva se gli veniva tolto anche solo un gol sulla riga di porta (accadde con Tomasson in un match di Champions League contro l’Ajax) perchè ogni gol per lui era come il primo, fondamentale per fare un passo in avanti, e adesso la sua bulimia calcistica si è trasformata da allenatore quando vuole vincere sempre e dovunque. Aver espugnato campi non banali come Terni e Alessandria e travolto il Cosenza in casa non gli basta ovviamente. Anche perchè chi gli vuol male sta già dicendo che il calendario era semplice (due neopromosse e una ripescata), che bisognerà pesarlo nei primi momenti difficili quando dovrà anche gestire una rosa di 30 giocatori. Inzaghi però ha spalle larghe e un vissuto che l’ha portato ad andare sempre contro i pregiudizi. Venerdì il Crotone in casa poi le trasferte di Frosinone (lunedì) e Ascoli (sabato 25) sono, come piace definirli a lui, “test probanti” o “nuove prove di maturità”: un 3 + 3 sarebbe record. E al mister col ciuffo, che esulta con i propri giocatori come fosse ancora in campo, i record all’apparenza impossibile sono sempre piaciuti.  

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