ROBERTO NOVA: “I RACCONTI DI MIO PAPA’ SU QUELLO SPAREGGIO CON L’ALESSANDRIA”

Dalla settimana di ritiro a Toscolano Maderno, allo “choc” nel vedere San Siro pieno. Illusioni, speranze (con il gol di Chico) e delusioni di una sconfitta che ha fatto epoca

Brescia. Quanto avremmo voluto sentire Chico Nova raccontarci ancora una volta di quel maledetto eppure allo stesso tempo così fascinoso spareggio di San Siro perso dal Brescia con l’Alessandria il 23 giugno 1957. Alla vigilia del match con i grigi, che torna dopo ben 47 anni dall’ultima volta al “Moccagatta”, ci siamo fatti aiutare dal figlio del compianto Chico (nella foto in evidenza il suo gol del momentaneo pareggio), Roberto Nova.

Che cosa le raccontava suo padre di quel giorno?

”Chiaramente c’era amarezza perchè arrivati a quel punto speravano di vincere, ma papà la visse con la spensieratezza dei suoi 19 anni. La favorita era l’Alessandria, che aveva costruito uno squadrone per essere promossa, mentre il Brescia era una squadra sbarazzina, di giovani, architettata con sapienza dal presidente Carlino Beretta”.

L’Alessandria sbloccò subito il risultato poi suo padre pareggiò a nove minuti dalla fine…

”Sì, tre minuti e i grigi erano già in vantaggio. Papà mi disse che sul viaggio in pullman scommettevano su quanta gente ci sarebbe stata allo stadio. Erano arrivati a una previsione massima d 10-20.000 persone e invece quando entrarono a San Siro lo videro tutto esaurito. Forse questo condizionò in parte l’approccio del Brescia. Ai supplementari uscì tutta la maggior forza ed esperienza dell’Alessandria (anche se il Brescia ebbe con Fattori anche la palla del 2-2, ndr)”.

Un’altra immagine dello spareggio Alessandria-Brescia del 1957 in un San Siro esaurito

Come mai le rondinelle andarono in ritiro per una settimana a Toscolano Maderno?

”Ci fu chi pensò ad un ritiro punitivo, ma niente di più falso. Beretta era già contento che la squadra fosse arrivata fin lì. L’ambiente del calcio non era abituato ai ritiri così lungo, ma per i nostri fu addirittura un premio. L’atmosfera era scanzonata e Bersellini il funambolico di turno anche fuori dal campo. Da allenatore diventò un sergente di ferro, ma da giovane veniva paragonato agli attori americani per le sue sembianze. Fu una settimana di gran caldo, in una partitella amichevole il signor Carlo Beretta fece addirittura da arbitro. Chiese anche a Bepi Perucchetti, storico portiere del Brescia, di fermarsi tutta la settimana per seguire i ragazzi e aiutare l’allenatore-giocatore Osvaldo Fattori”.

Quel Brescia sembrava dovesse aprire un’epoca con i Carlin’s boys e il quintetto Primavera, ma la stagione successiva le promesse non vennero mantenute e poi suo padre si trasferì all’Atalanta…

”Il rammarico di Chico, anche se poi all’Atalanta vinse una Coppa Italia e si trovò benissimo, fu quello di non essere riuscito ad andare in serie A con il suo Brescia (che venne promosso solo nel 1965, ndr)”.

Resta però il bel ricordo di quel Brescia stoppato solo allo spareggio…

”Quella squadra dava spettacolo su tutti i campi, con lo spirito giovane e un calcio senza particolari tatticismi. Sono passati tanti anni, questi sono i ricordi che mi sono rimasti. Altri se ne sono andati chi non c’è più ed è un peccato che non possano essere più rispolverati”.

23.06.1957 Milano, San Siro

Alessandria – Brescia 2-1 ts (1-0, 1-1)

Reti: 3. Tinazzi [A], 81. Nova [B], 95. Castaldo [A].

ALESSANDRIA US: Stefani, Brotto, Nardi, Traverso, Pedroni, Albertelli, Castaldo, Manenti, Vitali Alessandro, Tinazzi, Morbello.

BRESCIA AC: Bondaschi, Zamboni, Provezza, Neri, Raimondi, Fattori, Sacchella, Fraschini, Nova, Bersellini, Gasparini.

Arbitro: Moriconi (Roma)

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