Grande occasione contro un Cosenza ancora in ritardo di condizione e di acquisti dopo il ripescaggio: si può già puntare a una prima, mini fuga
Brescia. La tavola è perfettamente apparecchiata e il bis sarebbe quantomai gradito. Anzi, di più: il bis è d’obbligo. Se si è vinto, e bene, a Terni contro una squadra che era on fire dopo il colpaccio in Coppa Italia a Bologna, non vediamo come e perchè non ci si debba riuscire contro un Cosenza che, inutile negarlo, in questo momento è la più debole – per distacco – dell’intero campionato cadetto dopo essere partita in ritardo in seguito al ripescaggio.
Voglia di divertirsi. Il Rigamonti riapre al pubblico dopo 553 giorni: era il 20 febbraio quando le rondinelle vennero sconfitte, immeritatamente, 2-1 in casa dal Napoli lasciando in netto anticipo sulla tabella di marcia le chance di salvezza. Una serie A durata troppo poco. Una serie A mancata l’anno scorso in quello che doveva essere (parole presidenziali) un “sicuro, immediato ritorno nel massimo campionato”. In mezzo c’è stato il dramma del Covid, che ancora non è finito. La nostra città ha pagato un prezzo altissimo. Il calcio può essere terapeutico ed essere partiti con un successo nel campionato della riscossa ha consentito di ricreare un po’ di sano entusiasmo. C’è voglia di tornare allo stadio (e nessuno pensi che non l’abbia chi rimarrà fuori: è una questione di coerenza e dignità, parole per molti in disuso, ma per fortuna non per tutti), di andare a vedere cosa c’è dentro lo scrigno di una seconda partita che sembra fatta apposta per far volare le rondinelle. Vincere ancora vorrebbe dire andare a 6 punti dopo 180’ e in una B così equilibrata potrebbe avere già un piccolo significato.
Il rischio del troppo facile. Nel match di questo venerdì sera (fischio d’inizio ore 20.30, cancelli aperti già due ore prime per favorire l’afflusso ai tempi del Green Pass che qualche problema lo crea, come abbiamo visto anche domenica scorsa al “Liberati”) c’è solo il rischio di sentirsi già in tasca i tre punti. La dignitosissima prestazione del Cosenza della scorsa settimana ad Ascoli deve mettere in guardia, anche se quella di Zaffaroni è una squadra di serie C, con un paio di giocatori che la scorsa stagione erano in Primavera, che per fare la serie B ha forse solo il reparto arretrato all’altezza. Al “Del Duca” i rossoblù si sono difesi con ordine, concedendo il minimo sindacale. L’altra faccia della medaglia dice però che non sono mai stati davvero pericolosi dalle parti della porta avversaria (difesa dall’ex rondinella Leali). L’indice di valutazione del match (60-40 per l’Ascoli) spiega bene la pochezza cosentina dalla metà campo in su. In Calabria pensavano di poter presentare qualche nuovo acquisto, ma nemmeno i per altro non trascendentali Caso e Vallocchia paiono poter giocare nell’undici di partenza.
Squadra che vince non si cambia? Inzaghi, e lo si è capito dalla conferenza stampa della vigilia, medita qualche cambio nonostante l’ottima partenza. Non ci stupiremmo così di vedere Palacio nell’undici titolare, trequartista insieme a Tramoni alle spalle di Bajic. E allo stesso tempo, ma forse è solo un auspicio, Bisoli nell’undici titolare. Sarebbe, quest’ultimo, il modo migliore per spegnere definitivamente le voci di mercato che riguardano un ragazzo che al Brescia ancora tiene tanto e che, se si vuole davvero fare un campionato di vertice, può nuovamente servire come l’aria per respirare. Ci aspettiamo una Leonessa da subito aggressiva: alta, famelica, pronta a chiudere il discorso prima che subito, giusto per far capire al malconcio Cosenza l’effetto che fa trovarsi di fronte una squadra che ha tutto per tornare a recitare da grande. Fin da subito, stavolta.
Probabili formazioni.
Brescia (4-3-2-1): Joronen; Mateju, Mangraviti, Cistana, Pajac; Bisoli, Van de Looi, Léris; Palacio (Jagiello), Tramoni; Bajic. All. Inzaghi
Cosenza (5-3-2): Saracco; Vaisanen, Minelli, Rigione; Corsi, Florenzi, Carraro, Boultam, Sy; Gori, Sueva. All. Zaffaroni
Arbitro: Meraviglia di Pistoia
























