Il tecnico del Cosenza sa bene le difficoltà che aspettano i suoi vista la rosa ancora molto ridotta: “Sapevo che saremmo stati in ritardo di un mese, ma ho accettato questa sfida. Giocheranno gli stessi di Ascoli”
Cosenza. Mister Marco Zaffaroni, alla vigilia di Brescia-Cosenza, in conferenza stampa si mostra ottimista. La piazza è in fibrillazione, scontenta della rosa e in aperta rottura con la proprietà. La condizione fisica è precaria e gli infortuni si susseguono (domani non saranno infatti disponibili Lipanico, Gerbo, Bittante e Caso). L’ex allenatore dell’Albinoleffe e per poche settimane del Chievo non rimpiange però la scelta fatta: «Delusione non c’è, quando le cose son chiare sin dall’inizio».
Domani gara difficile a Brescia, il Cosenza si presenta con la stessa rosa che ha giocato ad Ascoli. Si sarebbe aspettato qualche nuovo arrivo?
«Sappiamo che devono arrivare dei calciatori, però sappiamo anche che molto spesso queste cose si risolvono gli ultimi tre giorni di mercato. Ci ripresentiamo con la stessa squadra contro una formazione forte, costruita per ambire ad alte posizioni di classifica. È partita molto bene, ho visto la gara che hanno fatto e soprattutto nel primo tempo hanno dominato per larghi tratti. Abbiamo però le armi per combattere, consapevoli di affrontare una squadra forte».
C’è in lei un pizzico di amarezza e delusione per quello che poteva essere fatto in questa settimana? Lei si aspettava come tutti qualche giocatore di qualità, perché al momento sembra una squadra di serie C con soli 3-4 elementi da B…
«All’inizio mi è stato detto che eravamo in ritardo di 30/40 giorni. Una volta che me l’hanno detto stava a me accettare, sapendo però che la strada sarebbe stata difficile. Ci crediamo però che si possa fare. Spesso dico ai ragazzi “quello che siete abituati a fare non basta”, è stato un inizio diverso rispetto a tutti gli altri e bisogna fare di più».
Nei primi 20-25 minuti il Cosenza ha completamente subito l’iniziativa dell’Ascoli, mentre dopo aver preso gol la squadra si è trasformata. È stata una scelta quella di attendere l’avversario o una partenza frastornata causata dall’infortunio di Panico e giocatori arrivati all’ultimo momento?
«Non ci sono ancora grandi conoscenze e giocavi contro una squadra rodata, con lo stesso allenatore della passata stagione. Un inizio di quel tipo ci poteva anche stare, considerando gli stati d’animo del momento. Quello che conta è che la squadra sia poi venuta fuori. Nell’impostazione della partita bisogna tenere conto anche della condizione fisica, pensare di interpretare una gara 90 minuti a cento all’ora per adesso non è possibile. La squadra ha bisogno di gestire la partita, che è fatta di momenti. Saperli leggere è fondamentale».
Nella partita di Ascoli Carraro si è preoccupato soprattutto di contenere Fabbrini, forse potrebbe fare qualcosa di più anche in fase di impostazione del gioco?
«Certamente in questo momento sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista delle conoscenze non abbiamo ancora le capacità di fare la partita, di far fare a Carraro anche quello che sa fare in fase di impostazione. Dal punto di vista difensivo si è però comportato bene».
L’impressione è che lei stia lavorando parecchio sulla fase difensiva. È soddisfatto?
«Stiamo lavorando su entrambe le fasi, però il tempo è poco causa vicinanza delle partite. Stiamo lavorando sulla fase difensiva, cercando di consolidare alcuni concetti base. Per andare a prendere gli avversari bisogna però essere a posto fisicamente. Stiamo quindi preparando delle gare che ci consentano di portare a termine le partite, con equilibrio».
Francesco Fanzani

























