L’ex Empoli: “Non mi è stata data l’opportunità di giocare in A, quando ha chiamato Inzaghi ho detto subito sì”
Torbole Casaglia. C’è stato un tempo in cui Stefano Moreo per molti avrebbe potuto diventare il nuovo Caracciolo. Così non è stato, ma la suacarriera non è stata comunque banale. E adesso, a 28 anni, l’attaccante che può giocare anche da trequartista, vuole riprendersi la serie A che aveva conquistato con l’Empoli e dove pensava di potersi giocare quache chances.
Dispiaciuto nel dover scendere di categoria?
“La chiamata di Inzaghi è stata importante nella mia scelta. Volevo restare in quella serie A conquistata con l’Empoli, ma non mi è stata data l’opportunità e allora non ci ho pensato due volte a dire sì al mister. So che lui non si accontenta mai, ho capito che era la piazza giusta per me”.
In attacco in quale ruolo ti senti più a tuo agio?
“Li ho girati tutti. Inzaghi lo sa. Mi adatto ovunque, il ruolo che preferisco è quello di punta con due punte. Inzaghi sa che ovunque mi metta io do’ il 100%”.
Come si vince un campionato?
“Parte tutto dal gruppo, senza quello si fa fatica ad andare avanti. A Empoli c’era un gruppo fantastico, tutti attaccati alla squadra. Qui ho notato già un bel gruppo. Il mister ci tiene a questo aspetto e so che si potrà far bene. Si è visto a Terni che chiunque è entrato aveva voglia di mettersi in mostra. C’è bisogno di tutti, la serie B è lunghissima”.
Come si riparte anno dopo anno, quanti gol pensi di poter segnare?
“Il segreto è eliminare quanto fatto fino all’anno prima e cercare di migliorarsi. A livello personale non ho mai parlato di numeri, ma credo sia arrivato il momento di far uscire qualche numero in più anche per me”.

Da quasi trentenne ti senti pronto a fare la chioccia?
“L’età avanza per tutti. Sono tra i più grandi della squadra, ci sono tanti giovani, ma c’è bisogno anche di elementi di esperienza per dare consigli anche gli altri”.
Inzaghi, Stellone: ex attaccanti come tuoi allenatori. Cosa significa?
“Mi ricordano che hanno segnato giusto qualche gol in più di me… Non si accontentano mai, mi hanno trasmesso la voglia di vincere ed è quello che voglio apprendere ancora dal mister anche qui a Brescia”.
Ti aspettavi un impatto come quello di Terni?
“Vedendo anche i miei compagni in allenamento dico di sì. Conosco Inzaghi, so come lavora, vuole tutti sul pezzo. La partita non prometteva nulla di facile, comprese le condizioni del campo dato che noi siamo abituati a far girare il pallone, ma abbiamo fatto una grande gara”.
Ti ricordi quando dicevano che eri l’erede di Caracciolo?
“L’hanno fatto in tanti. Ho le sue movenze, ma non abbiamo le stesse caratteristiche. Io penso tanto alla fase difensiva, rincorro tutti, a volte mi ritrovo poco lucido sotto porta e per questo i miei numeri non sono così alti in fatto di gol”.

























