Il mediano era già stato in procinto di arrivare in biancoazzurro, ma poi non se ne fece nulla: “Meglio giocare una partita in meno e vincere che giocare sempre e stare nella bassa classifica”
Brescia. Michele Cavion non sarà della partita a Terni, ma scalpita per poter finalmente debuttare con la maglia del Brescia.
Cavion, come si vince un campionato visto che è reduce dalla vittoria con la Salernitana?
“Ho firmato con loro a marzo, ma non ho mai giocato, ho solo formalmente fatto parte della vittoria. Fondamentale sarà l’unità del gruppo, cercheremo di formarlo anche qui, tutti dovremo essere affiatati. C’erano già stati i primi approcci, non si sono concretizzati. Sono contento di essere, qui visto che arrivo da un paio di mesi di inattività forzata”.
L’anno scorso segnasti al Rigamonti e dichiarasti che eri contento di aver fatto bella figura con la tua nuova squadra…
“Dissi nulla di che, semplicemente ero contento per l’Ascoli e sapevo dell’interesse del Brescia. Le frasi sono state un po’ strumentalizzate. Era il primo gol del campionato e fu importante”.
Che tipo di mezzala sei?
“Molto duttile, ho fatto diversa gavetta in C, ora da qualche anno gioco in B, sono a disposizione del mister. A volte ho fatto anche il terzino per ritrovarmi seconda punta. Non mi tiro mai indietro. Il mio ruolo ideale è la mezzala destra o sinistra. Anche in fase difensiva do’ il mio contributo”.
Sei stato anche alla FeraliSalo’, che ricordi hai?
“Bellissima esperienza, la società era molto organizzata e mi ha fatto maturare senza pressione. E’ stato un trampolino di lancio. Conosco già la zona, a Brescia si sta bene, si puo’ fare calcio ad alti livelli. Tutti mi hanno accolto come fossi qui da sempre, è bello, c’è affiatamento”.
Come mai non vai a Terni?
“Ho un problema al polpaccio, ho preso una ginocchiata a Salerno, ci ho giocato sopra, ho sbagliato per generosità. Adesso voglia esserci alla prossima con il Cosenza. In mezzo al campo c’è tanta concorrenza, ma più siamo e meglio siamo. I risultati dei singoli contano poco se poi non ci sono quello di squadra. Meglio una partita in meno e vincere che giocare sempre e stare in bassa classifica”.
“Sei mesi alla Juve paragonato a Marchisio nel settore giovanile, mi allenavo prima squadra. Di Marchisio ho le caratteristiche, lo guardavo spesso, mi ispiravo. Conte ? Si faceva sentire come voce”.
























