MODESTO: “NOI CANTIERE APERTO, IL BRESCIA UNA DELLE PIU’ FORTI”

L’allenatore del Crotone: “Inzaghi dà grandi stimoli, io sono un debuttante come molti miei giocatori, metteremo grande determinazione”

Crotone. Lunedì 16 agosto alle ore 17:45 si affronteranno il Crotone e il Brescia per il passaggio del turno di Coppa Italia. Cosa hanno in comune queste due squadre? Entrambe hanno alla guida un nuovo allenatore che dovrà dimostrare di essere in grado di condurre il loro gruppo alla vittoria.
Se a Brescia c’è un Pippo Inzaghi convinto che le rondinelle potranno essere grandi protagoniste nel prossimo campionato, a Crotone troviamo il tecnico Francesco Modesto, crotonese doc, che con la squadra rossoblù ha giocato dal 2014 al 2016 sotto la guida di Ivan Juric, dal quale ha preso anche diversi riferimenti tecnico-tattici per affrontare la sua prima esperienza in serie B con la squadra calabrese. Nella conferenza stampa delle 14:00 ha risposto a varie domande riguardanti la squadra e il primo match ufficiale contro il Brescia.
É il primo impegno ufficiale con il Crotone, squadra ancora in costruzione, quali sono le sue aspettative per il match di lunedì contro il Brescia?
“Siamo un cantiere aperto, ma da parte nostra è doveroso dare il massimo e creare delle difficoltà al Brescia, giocheremo in casa e sarà la nostra forza quest’anno. É la prima partita ufficiale e affronteremo una squadra, a mio parere, molto forte e organizzata con un allenatore nuovo che crea tanti stimoli.
Questo per noi deve essere un indizio in più per fare meglio. Molti calciatori esordiranno in serie B come ci sarà anche il mio esordio in questa categoria”.
Ha individuato il suo leader difensivo nella difesa a tre o deve ancora arrivare?
“Con la società parliamo ogni giorno di giocatori che devono arrivare per coprire i ruoli mancanti. A oggi abbiamo solo tre difensori centrali, è normale che si sfrutti quello che si ha a disposizione mettendo i calciatori nelle migliori condizioni per esprimersi. Nedelcearu, Mondonico e Visentin saranno i centrali che affronteranno il Brescia e credo che durante la partita potranno crescere tantissimo e fare bene”.

Che tipo di gara si aspetta? Come si fa a motivare i ragazzi sapendo che arriverà una squadra che è più avanti nella condizione rispetto al Crotone?
“Ogni calciatore ha degli stimoli molto alti soprattutto quando si giocano delle partite importanti come questa, mi aspetto che i giocatori siano concentrati e attenti per portare a casa il match. Abbiamo lavorato per un mese sempre insieme anche con i nuovi arrivi, dunque l’affiatamento della squadra è costante.
Sono sicuro che i ragazzi daranno tutto pur di riuscire a passare il turno, dobbiamo pensare a vincere nonostante il Brescia sia una delle squadre più preparate della serie B. La nostra arma vincente sarà la determinazione”.
Che qualità di gioco vorrebbe vedere dalla sua formazione sapendo che la squadra che si troverà ad afrrontare è allenata da Inzaghi, che ha una conoscenza importante del campionato?
“Questa è la prima gara ufficiale dove ci saranno sicuramente delle difficoltà, ma i calciatori in queste situazioni riescono a migliorarsi per poter superare i loro limiti , secondo me sarà una bella partita. Sicuramente il caldo inciderà molto però penso che la squadra, se mantiene i ritmi serrati per tutta la durata dei 90 minuti, riuscirà a creare non pochi problemi alla formazione lombarda”.
Cosa ne pensa del fatto che, essendo appena retrocessi dalla serie A, si creda che il Crotone abbia gia una squadra pronta per poter vincere il campionato?
“É normale, tutti gli addetti ai lavori pensano che essendo retrocessi abbiamo la squadra pronta per affrontare una divisione inferiore, però c’è tutta una stagione da giocare, dove ci sono molte squadre attrezzate, è un campionato difficile dove la prima può perdere con l’ultima, è molto competitivo. In seria A è diverso, ci sono cinque squadre che fanno un campionato a parte mentre le altre lottano per l’Europa League e per evitare la retrocessione. La serie B ha molte sorprese durante l’anno poiché ci sono squadre che investono tanti soldi per salire; in questo momento non possiamo dire che vinceremo il campionato, dobbiamo lavorare duramente e costruire il nostro percorso.La pressione c’è sempre, in questo sport è frequente e serve per poter essere determinati a raggiungere l’obiettivo”.
La grinta che avevate messo quando lei è arrivato a Crotone con Juric sarà trasmessa ai ragazzi perché possano sopperire ai limiti tecnici?
“Quando ero allenato dal mister Juric venivamo da una stagione in cui eravamo riusciti a salvarci, con lo stesso gruppo ci siamo ritrovati l’anno successivo in cui c’era già una mole di lavoro alle spalle, è una cosa diversa poiché la squadra era già pronta. Il mister ha messo la benzina giusta per poterci permettere di fare un campionato straordinario. È la stessa impronta che darò alla squadra, siamo alle porte della Coppa Italia e del campionato dunque vorrò vedere i calciatori che non demordono e che lottano per l’obiettivo”.

Cosa le piace guardare di più nel lavoro di preparazione e di struttura della squadra, la grinta o la disponibilità dei giocatori nei confronti della squadra?
“I giocatori non devono ragionare da singoli, ma da squadra perché nelle difficoltà il calciatore può fare la giocata ma è il gruppo che conta per permettere a tutti di svolgere al meglio il loro compito. Ci saranno momenti in cui bisogna soffrire e dobbiamo saper subire per poterci rialzare sapendo di fare male, ma come squadra non da singolo. In questo momento penso che tutti i giocatori che ho a disposizione siano in ottime condizioni fisiche dunque credo che faranno una buona gara. Fare gruppo è importante, perché l’unione tra i calciatori segna il successo di una squadra per poter vincere come si è dimostrato in passato”.
Quanto deve essere importante il ruolo dell’allenatore per creare una coesione nella squadra?
“Il ruolo dell’allenatore è molto importante al fine di unire il gruppo, semplicemente voglio essere leale con loro, io li rispetto e pretendo la loro stima. Quando questo viene a mancare si crea un problema. Durante l’allenamento si nota subito la caparbietà del gruppo, in settimana capisci chi darebbe tutto per la squadra. Siamo un gruppo fuori dal campo e siamo una squadra all’interno del rettangolo”.

Niccolo’ Trigiani

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