Alle 14:00, al Rigamonti, arriva il Pisa
Brescia. Eccoci qui, a 180 minuti dalla fine con la possibilità addirittura di poter centrare i play-off senza aspettare l’ultima giornata. Alzi la mano chi aveva solo immaginato questa ipotesi. È la bellezza di uno sport che non dà mai nulla per scontato e che ti sorprende ed emoziona, indipendentemente da come poi finirà, sempre. Essere padroni del proprio destino a due partite dal termine della regular season era veramente utopia anche per il più inguaribile degli ottimisti. Invece, il Brescia che tra poche ore incontrerà al Rigamonti un Pisa zeppo di cerotti può addirittura centrare l’ingresso agli spareggi promozione con 90 minuti di anticipo, anche se per questo “anticipo’ servono un paio di risultati, non così impossibili, favorevoli. Se così non sarà, allora c’è la giocheremo fino alla fine. Anche se quel che più conta, e non diamo nulla per scontato perché faremmo peccato mortale,, e conquistare i tre punti con i nerazzurri toscani. Pieni di cerotti, come detto, per le numerose assenze tra squalificati e infortunati, ma anche avvelenati per quanto successo nell’ultima giornata con il Venezia ad agguantarli in pieno recupero con un rigore fasullo che ha tolto in pratica agli uomini di D’Angelo le ultime speranze di agganciare anch’essi i play-off. Clotet, da parte sua, ha sempre affermato di non essere particolarmente incline ai cambi di formazione perché in campo deve sempre andarci la migliore per conquistare i tre punti: resta comunque il dubbio che il tecnico catalano quest’oggi possa apportare qualche modifica qua e là all’undici iniziale, seppur prevale l’idea che possa riproporre, indipendentemente dalle diffide di Bjarnason e di Ndoj, la stessa, o quasi, formazione che ha asfaltato il Vicenza tre giorni fa. Di certo, adrenalina ed entusiasmo non mancano in casa Brescia per una gran rincorsa che ha veramente riportato autostima e determinazione in un gruppo che è stato sull’orlo del precipizio e che invece ora tocca con mano quel sogno di potersi giocare gli spareggi promozione, seppur da outsider e partendo da una posizione comunque sfavorevole rispetto alle prime del lotto. Ma, lo ripetiamo, prima di tutto c’è un Pisa da battere. Per continuare a credere che è tutto vero. Anche con le mani abbassate.


























