Al ‘Menti’, alle 14, ci attende il Vicenza
Vicenza. Duecentosettanta minuti alla fine, ma saranno questi 90 a decretare se gli ultimi 180 avranno ancora, o meno, un senso. Il Brescia cerca al Menti tre punti per sperare ancora in un aggancio play-off in extremis, il Vicenza quelli per essere definitivamente salvo. E se pensiamo che tra le due squadre ci sono soltanto tre lunghezze di differenza, ecco che abbiamo il senso di una serie B più che mai incerta ed emozionante, indipendentemente dal suo livello. La bella e convincente vittoria contro la Spal di 72 ore fa ha ridato slancio, autostima ed entusiasmo all’ambiente biancoblu: chiaro, per agganciare quel treno chiamato desiderio non dipende tutto da noi. Ma fare tutto quello che invece è nelle nostre possibilità è d’obbligo. Conquistare in terra veneta un risultato uguale (ho chiaramente migliore) di quello dell’Ascoli vorrebbe anche dire, seppur la logica la cataloga come superflua, salvezza matematica, a riconferma del paradosso di una classifica cortissima. Ma i calcoli, semmai il Brescia fosse in grado di farli, non sono da fare oggi: contro gli uomini di Di Carlo serve rivedere lo stesso atteggiamento avuto con gli estensi sabato scorso e puntare solo e soltanto al bottino pieno. Clotet non farà turnover, a meno che ci sorprenda all’ultimo: un solo ballottaggio è atteso tra le rondinelle con la maglia che si giocano dal primo minuto Jagiello e Ndoj. Per un match che, ancor più del solito, sarà per pochi: le 14 di un giorno feriale, giustificate dalla Lega con la necessità per le squadre che giocano in trasferta di rientrare il prima possibile alla base visti i tempi ristrettissimi di questo rush finale, penalizzano però sempre gli stessi, i tifosi. Ultimo appunto: quella dell’andata fu la sfida della vergogna arbitrale con 3 rigori solari negati ed un gol annullato per un inesistente fuorigioco di Torregrossa per uno 0-3 da cancellare. In un solo modo.






















