CON I NOSTRI OMAGGI

Il Brescia cade con la capolista Empoli anche oltre il 4-2 finale, ma i gol toscani sono quasi tutti ‘regali’ dei nostri

Empoli. Il paradosso è prendere atto di una sconfitta netta e meritata e poi rendersi conto che i quattro gol dell’avversaria glieli hai, almeno tre, regalati tu. Questo è il succo di un 4-2 (ma il tabellino, con un tiro al bersaglio subìto, poteva essere più ampio) che non ammette recriminazioni, se non su se stessi. Perchè oltre ai gol presi (la papera di Joronen che ha rotto lo 0-0 è tanto inguardabile quanto assurda), non ha per nulla convinto lo schieramento tattico: un 4-2-3-1 mai visto in campo che ha lasciato autostrade alla capolista che vi si è infilata sovente con tanto di telepass. Se poi a questo sommiamo la giornata nera di quasi tutta la squadra (si salva Bjarnason ed un paio dei subentrati), ecco che il quadro è completo. Anche le scelte dei singoli (fuori Donnarumma e Martella su tutti) non hanno portato benefici ad una squadra che raramente ha finalizzato un’azione mentre di contro le conclusioni verso la porta (ben 20) dei toscani sono state una costante con Joronen a riscattarsi nella ripresa, ma dopo aver fatto (anche sul 3-1 di Stulac a fine primo tempo) danni irreparabili. E pensare, come il calcio da scienza inesatta qual è, che Cistana e compagni hanno pure avuto le possibilità di raddrizzarla: basti pensare al gomito largo di Romagnoli in piena aerea sul 2-1 non visto da Ayroldi e ai 5’ seguenti al 3-2 di Donnarumma – tornato al gol dopo l’ultimo in casa col Cittadella – che avevano fatto sperare in una remuntada-miracolo. Che non c’è stata. Così come il Brescia, lontano da un equilibrio tattico accettabile e impreciso come mai. L’unica, piccola, nota positiva è nell’essere riuscito, nonostante tutto, a rientrare, anche se per breve tempo, due volte in partita. Ma è una magra consolazione, come quella di aver perso con la più forte. Che non aveva certo bisogno dei nostri gentili omaggi.

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